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Come Effettuare la Transizione da Donna a Uomo (Transgender)

 

Questo articolo è una guida generica per le persone nate di sesso femminile ma che si identificano in quello maschile. Non devi effettuare completamente la transizione fisica: va benissimo fermarti allo stadio in cui ti senti più a tuo agio. Puoi sempre continuarla più in avanti se deciderai di farlo, ma nella maggioranza dei casi non puoi tornare indietro.

 

Passaggi

 

  1. Accettati per quello che sei

 Il primo passo importante della tua transizione è accettare chi sei. È qualcosa che sai da tutta la vita, o magari lo hai realizzato/accettato di recente. Prenditi tutto il tempo che ti serve per pensare a tutto quanto, fare delle ricerche, piangere, insomma qualsiasi cosa ti serva. Sappi che non sei da solo – ci sono moltissime persone transessuali (questo fenomeno viene chiamato anche “disforia di genere”).

Trova un gruppo di supporto sicuro nella tua zona in cui incontrare persone come te, ascoltare le loro storie, raccogliere più informazioni, fare domande e riuscire ad accettare te stessa.

Cerca di capire cosa hai bisogno di fare per essere in pace. Alcuni transgender sono perfettamente a loro agio indossando abiti del genere in cui si identificano, e alcuni hanno bisogno che quando ci si riferisce a loro si usino pronomi maschili, "lui/gli". Altri sentono il bisogno di modificare il loro corpo in modo da essere percepiti correttamente dagli altri e per essere in grado di accettare se stessi quando si specchiano, quindi affrontano terapie ormonali (testosterone per via endovenosa, in gel o in crema). Alcuni transessuali hanno una forma di disforia talmente forte che hanno bisogno della transizione completa, che include tutto quello di cui abbiamo già parlato e la chirurgia (riassegnazione chirurgica del sesso). Ricorda che non devi fare tutte le scelte subito, in effetti è una strada lunghissima. Molte persone la trovano frustrante per la sua lentezza (gli ormoni possono metterci mesi o anni per fare il loro lavoro, la barba potrebbe non crescere del tutto, le operazioni chirurgiche non sono coperte dal sistema sanitario e possono essere molto costose e così via).

  1. Fai "coming out". Non c’è un momento "giusto" per dichiararsi transessuale e non deve essere per forza un passo secondario del tuo percorso. Ma è molto importante ed è una mossa delicata. Sarà un lungo processo per te e non sarà una strada facile – hai bisogno di una rete di supporto e di persone che ci siano sempre per te. Soprattutto la tua famiglia. Stai attento a non mettere fretta a famiglia e amici perché ti trattino come un maschio – ti hanno visto per anni come una femmina e per loro non sarà facile.
  • Probabilmente è meglio dirlo prima o a un amico davvero intimo o ai tuoi genitori (soprattutto se vivi con loro). Le lettere sono perfette se non sei bravo con i discorsi o non sai bene come dirlo. Sii gentile e non travolgerli. Lascia loro il tempo di pensarci su e cerca di non offenderti se hanno bisogno di allontanarsi, piangere o qualcosa di inaspettato. Nel caso se la prendessero con te, ricorda che tu stai affrontando questa realtà da parecchio tempo, mentre loro è la prima volta che ne sentono parlare.
  • Puoi mettere alla prova la tua famiglia sull’argomento parlando di qualche notizia legata ai FTM [1]. Cerca qualche storia interessante, come "l’uomo rimasto incinta", e parlatene. Scopri come reagiscono discutendo di estranei prima di confessare chi sei realmente, soprattutto se sei minorenne. In alcune famiglie c’è il rischio di violenza psicologica. Non fare coming out fino a quando non ti senti fisicamente al sicuro e prepara un "piano di riserva" nel caso le cose si mettessero male.
  • Molte persone avranno parecchie domande (soprattutto la famiglia). Documentati. Devi sapere qual è il passo successivo e conoscere tutte le opzioni del percorso che stai intraprendendo. Sii paziente con le loro domande e non prenderli in giro per le cose ovvie che diranno. Non essere troppo vago, o non sembrare poco sicuro dei tuoi piani. Potrebbero interpretarlo come un segno del fatto che non hai davvero pensato alla questione o potrebbero convincerti a non completare la transizione. Può darsi che prendano qualche esempio del tuo essere transessuale (per esempio non sentirti a tuo agio in un gruppo di sole ragazze, il voler essere muscoloso, o magari il tuo sogno di diventare un calciatore) e dicano che queste fasi sono normali per molte ragazze, perché vogliono trovare un modo per convincerti che stai sbagliando. È molto difficile per loro capire come ti senti perché sono cis-gender [2] e non hanno idea delle milioni di ragioni che stanno dietro alla tua condizione. Tu non potrai spiegarglielo del tutto, esattamente come un uomo non riesce a spiegare a una donna cosa pensa e sente davvero. Quindi cerca di restare calmo e di non arrabbiarti o sentirti frustrato, perché, se stanno parlando con te e non ti stanno urlando contro, stanno solo cercando di supportarti, ti amano, ed è qualcosa di cui hai bisogno.
  • Se questo può interessare la tua famiglia e i tuoi amici, ricorda che ci sono dei gruppi di supporto per familiari e compagni di persone transgender. Il sito della AGEDO [3] è consultabile online e l’associazione ha diverse sedi su tutto il territorio nazionale. Puoi anche portarli ai tuoi incontri se ci vai e se sono ammessi (chiedi prima perché di solito sono contesti piuttosto confidenziali).
  • Le parole “transgender” e “gay” spesso vengono confuse o scambiate, e questo potrebbe creare confusione quando fai coming out. Ricorda che la parola transgender si riferisce all’identità di genere di una persona, mentre l’orientamento sessuale può essere uno qualsiasi dei cisgender: gay, etero, bisessuale, asessuale ecc. La confusione probabilmente nasce da come "etichettare" una persona durante la sua transizione. Quindi, come FTM, sei un maschio, il che significa che potresti dover spiegare agli altri che, se ti piacciono i ragazzi, sei gay, se ti piacciono le ragazze, sei etero, e se ti piacciono sia gli uomini sia le donne sei bisessuale. Non importa con chi esci, rimani sempre un uomo. Un’altra ragione per cui la gente potrebbe confondere i transessuali con i gay potrebbe derivare dai cross-dressers [4] (che vengono dipinti dai media come omosessuali, ma di solito sono etero), dalle butch lesbians [5], che non sono decisamente uomini ma si vestono da tali, e dalle drag queen.
  1. Passa per un ragazzo

Se non lo fai ancora, presto vorrai iniziare a vestirti come un ragazzo per mostrare al mondo come ti senti interiormente. Ci sono dei siti web in cui puoi trovare consigli su come "sembrare" un uomo, ma probabilmente scoprirai che sono controproducenti, dal momento che vuoi smettere di recitare e iniziare a essere te stesso. Alcuni consigli che potrebbero darti dei transessuali, in buona fede, potrebbero includere i seguenti: essere grezzo, sputare, essere volgare e dire parolacce, occupare spazio tenendo le gambe larghe (anche sull'autobus) e fare lo spaccone. La maggior parte degli uomini cisgender attorno a te probabilmente non farebbe nulla di tutto questo, quindi è meglio osservare quali azioni ti sono state insegnate in quanto donna e smettere di farle, per esempio coprirti la bocca con una mano quando ridacchi. Non dovrai più comportarti da ragazza 24/7, quindi puoi perdere quelle abitudini prese per integrarti con gli altri (ti senti già meglio, vero?).

  • Sii attento e discreto durante questa fase. Mostrare un cambiamento radicale in casa prima ancora di parlarne con i tuoi genitori potrebbe spiazzarli e portare a tensioni o a conversazioni sgradevoli. Farlo a scuola, soprattutto alle elementari o alle medie, oppure al lavoro, potrebbe causarti non pochi problemi con i tuoi pari. Per iniziare, meglio restringere il passaggio nell'intimità della tua casa, oppure in luoghi pubblici dove non rischi di incontrare qualcuno che conosci. Tuttavia, se sei pronto a vestirti in modo diverso per andare a scuola o al lavoro, vai per fasi: inizia con un taglio di capelli androgino e dei vestiti di taglio maschile, poi aggiungi magliette, jeans o scarpe comprate nel reparto uomo. Lentamente, passa a un taglio ancora più corto se è quello che preferisci. Una transizione lenta ti renderà tutto più semplice, fino alla conclusione. Sei un uomo artefice del tuo destino ora.
  • Sentiti libero di dare spiegazioni su cosa significhi essere transessuali ai tuoi compagni di classe o colleghi, anche per sentirti più a tuo agio nel tuo nuovo look a scuola o al lavoro. Di nuovo, sii consapevole del fatto che non tutti in questo mondo ti accetteranno come dovrebbero, e potrebbero dire cose cattive e false, come per esempio darti della lesbica repressa. Vivi un giorno alla volta e parlane nel tuo gruppo di supporto, anche se è online.
  1. Trova un terapista

Questo è importante per due ragioni. Uno, vivere una vita in cui ti senti intrappolato nel corpo sbagliato può avere effetti devastanti sulla tua mente. I transgender (il 50% circa) soffrono spesso di depressione e pensieri suicidi. Meglio avere qualcuno con cui parlare e che ti possa aiutare a gestire questi problemi e sentimenti. Due, prima che tu possa andare avanti, hai bisogno di uno psicologo che possa confermarti che sei effettivamente transessuale, e da lì indirizzarti a un buon endocrinologo per la cura ormonale e a un chirurgo per le varie operazioni. Tuttavia, questo passaggio sta cadendo in disuso in molti posti da quando sono state apportate delle modifiche al DSM 5 [6] (manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) e la transessualità è stata rimossa dalla lista delle malattie mentali (nota: l’omosessualità è stata rimossa decenni fa). In Italia c’è un iter ben preciso per la riassegnazione chirurgica del sesso [7]. Non comprare mai testosterone online e non iniziare cure del genere in autonomia! La ragione per cui il medico o lo psicologo ti manderanno da un endocrinologo è per fare delle analisi del sangue e analizzare i tuoi livelli ormonali attuali. È vitale che non ti somministrino troppo testosterone, o sarà trasformato in estrogeni dal corpo, e questo andrebbe contro i tuoi piani, giusto? Il passaggio dal medico e dallo psicologo in Italia sono obbligatori, quindi devi essere paziente e rispettare tutte le fasi, soprattutto per la tua sicurezza.

 

 

  • La transizione è un passaggio molto importante della tua vita e nessuna fase deve essere affrettata. Potrebbero volerci più sessioni dallo psicologo per confermare la diagnosi, e da lì dovete lavorare assieme per tutto il processo di transizione
  1. Fai un piano

 Ci sono molti passaggi da considerare, tra ormoni, interventi chirurgici, confessare alle persone con cui lavori/vivi/interagisci chi sei davvero. Quindi, avere delle linee guida potrebbe tornarti davvero utile. Può aiutarti a mettere tutto in prospettiva, a tenerti in riga, ad aiutarti a tenere nota delle risorse, a fare una lista dei medici, a pianificare il cambiamento del nome sui documenti legali (patente, passaporto, certificato di nascita, carta d’identità ecc.) e a motivarti a organizzare il tuo budget (e sarà cospicuo, visto che lo Stato non pagherà tutto quello di cui hai bisogno, quindi metti da parte qualche migliaio di euro).

  • Cerca di essere realistico. Anche se vorresti fare tutto in un anno, ce ne vorranno diversi per finire tutto. Se i tuoi piani includono una transizione completa, un obiettivo realistico potrebbe essere qualcosa come dieci anni. Questo ti dà il tempo di calibrare ogni passo, e dà anche alla tua famiglia, agli amici e ai colleghi il tempo di abituarsi. Il tuo terapista può aiutarti a farti forza durante il processo e capire quando sei pronto per il passo successivo. Se non hai un terapista, chiedi ai membri del gruppo di sostegno di transgender che frequenti, dal momento che possono raccontarti quando hanno realizzato ogni passo.
  • Il tuo terapista sarà la persona migliore a cui chiedere aiuto quando stenderai il tuo piano di lavoro. Questi professionisti sanno quanto tempo passa approssimativamente tra una fase e l’altra e probabilmente hanno una visione più realistica in base alle esperienze con altri pazienti.
  1. Inizia la terapia ormonale (facoltativo).

Non tutti gli uomini trans scelgono di iniziare la terapia ormonale sostitutiva. Questo per diverse ragioni, tra cui il costo oppure il fatto che il loro corpo non accetta il testosterone, ma questo non li rende meno uomini o transgender. Gli FTM sono piuttosto fortunati quando si parla di testosterone, perché questo ormone è molto forte e cambia notevolmente il corpo nel tempo, al contrario degli estrogeni, che vengono usati per la transizione opposta (MTF). Il testosterone rende il tuo corpo molto più mascolino. Ecco come:

  • Ricalibra la distribuzione del grasso, spostandolo dai fianchi, dal sedere, dalle cosce e (in parte) dal torace e riposizionandolo sullo stomaco (non perderai grasso, si sposterà, quindi è importante continuare ad allenarti per dimagrire).
  • Aumenta la definizione dei muscoli (ma questo solo se ti alleni; non ti renderà più muscoloso se resti sdraiato sul divano), allarga le spalle e in alcuni casi ingrossa mani e piedi (probabilmente per l’aumento della cartilagine, ma non è garantito).
  • La definizione dei muscoli e lo spostamento del grasso di solito rende più quadrata la faccia (se hai meno di 21 anni, potrebbe anche crescerti il pomo d’Adamo).
  • I ragazzi perdono peso più in fretta perché sviluppano massa magra più facilmente (e questo brucia tantissimo i grassi), quindi sarai in grado di appiattire un po’ la pancia (tuttavia, ingrasserai parecchio perché avrai molta più fame; inoltre, non puoi perdere peso restando seduto sul divano se sei sotto testosterone, devi far lavorare il metabolismo, a prescindere dal tuo genere).
  • Tanti FTM ammettono di essersi sentiti molto più forti una volta iniziata la cura di testosterone, e anche più tranquilli.
  • Aumenta la crescita di capelli e peli (e si verifica una perdita di capelli sulle tempie; a volte innesca una calvizie irreversibile, anche se smetti di assumere testosterone).
  • Aumenta la profondità della voce (potrebbe essere stridula in un primo momento, e perderai estensione vocale se canti).
  • Rende la tua pelle più spessa e resistente al freddo.
  • Cambia l’odore del tuo corpo e ti fa sudare di più quando fa caldo.
  • Il testosterone potrebbe farti crescere ancora se non sei fuori dalla pubertà.
  • Il testosterone ferma le mestruazioni entro tre mesi (dipende dalla dose).
  • Il tuo appetito sessuale, come quello per il cibo, aumenterà.
  • Anche il tuo clitoride inizierà a crescere. Il clitoride e il pene sono fatti delle stesse cellule e il testosterone ne innesca lo sviluppo. Di solito diventa di due-cinque cm.
  • Questo è importante per la metoidioplastica (una delle opzioni per la riassegnazione chirurgica del sesso), che usa il clitoride ingrossato per formare il pene.
  • Questa è la tua seconda pubertà, quindi, se la prima volta hai sofferto di acne, ne soffrirai ancora e la tua pelle sarà più grassa (preparati a tirare di nuovo fuori il Topexan).
  • Non c’è una finestra di tempo precisa per queste cose, ma le mestruazioni dovrebbero sparire del tutto in sei mesi. La tua voce sarà al massimo della profondità tra i sei mesi e l’anno, e lo stesso vale per la crescita del tuo clitoride.
  • I più iniziano ad assumere testosterone per via endovenosa, ma possono passare alle pillole, ai cerotti o al gel. Il costo varia in base al dosaggio e al metodo.
  • Alcuni FTM scelgono di far rimuovere il seno prima di iniziare la cura di testosterone. Questo perché avere il seno quando inizierai a somigliare sempre di più a un uomo potrebbe essere strano o imbarazzante. Potrebbe anche essere perché il seno è la parte del tuo corpo che ti fa sentire più a disagio e il testosterone può aspettare. In certi casi, le operazioni chirurgiche riescono meglio prima della cura di testosterone, ma ti saprà dire di più il tuo chirurgo. Altri scelgono di aspettare per risparmiare i soldi o perdere peso, in modo che il busto sia più piccolo e possano scegliere un altro tipo di intervento (ce ne sono tre, e in base alla tua taglia si sceglie il migliore).

7.Cambia il nome

 Molti transessuali inizieranno a farsi chiamare con il nome che hanno scelto all'inizio della transizione da familiari e amici. Puoi scegliere di farti chiamare come preferisci nel momento che desideri, anche se ancora non "passi" come uomo. Controlla le leggi italiane per capire cosa devi fare e quali sono i costi.

Non dimenticare di comunicare in comune e alla ASL il nuovo nome. Dovrai anche notificarlo a scuola o al tuo datore di lavoro.

Potrebbero esserci dei problemi religiosi o disagi a questo punto. Fino a quando non sei legalmente un uomo avrai dei limiti, informati bene

8.Sottoponiti all’intervento chirurgico

 Come per la terapia di sostituzione ormonale, non tutti gli uomini trans decidono di sottoporsi a interventi di chirurgia. Se ti sta bene il tuo aspetto e non senti il bisogno di ricorrere alla chirurgia va bene, altrimenti puoi operarti. I corpi degli uomini trans possono avere tante forme e taglie, esattamente come quelli degli uomini cisgender. Ci sono tre tipi di operazioni chirurgiche che puoi fare per diventare fisicamente più maschio:

  • Chirurgia del busto: rimuove i seni e rende il torace più mascolino. Ci sono procedure diverse, in base alla dimensione del torace, all’elasticità della pelle e alle tue preferenze (cicatrici, convalescenza e rischi/benefici). Le tre operazioni chirurgiche principali sono:
  • Mastectomia bilaterale o incisione bilaterale (se hai una coppa C, D o più grande, questa è la tua unica opzione).
  • Mastectomia sottocutanea (l’ideale per chi non ha praticamente seno).
  • Mastectomia sottocutanea con tecnica periareolare (non è spaventosa come la precedente, ma se sei oltre la coppa B non puoi farla).
  • Isterectomia: è la rimozione dell’utero. È spesso combinata con la salpingo-ooforectomia bilaterale, che rimuove le ovaie e le tube di Faloppio.
  • Dal momento che il testosterone blocca il ciclo mestruale, alcuni affermano che potrebbe aumentare le possibilità di un cancro agli organi riproduttivi, ma non è provato. Il tuo medico potrebbe consigliarti questa procedura entro i primi cinque anni di cura di testosterone. Tuttavia, se ti sottoponi a un’isterectomia e per caso dovessi decidere di sospendere il testosterone, potresti aver bisogno di assumere pillole di estrogeni e progesterone per evitare la perdita di compattezza delle ossa.
  • Molti uomini vogliono rimuovere tutto in modo da evitare l’imbarazzo delle visite dal ginecologo.
  • In Italia questa procedura è obbligatoria se vuoi iniziare le pratiche per il cambio legale di sesso.
  • Chirurgia per la riassegnazione del sesso: è la costruzione degli organi genitali maschili. Ne esistono due tipi: metoidioplastica e falloplastica.
  • Contemporaneamente, potrai estendere l’uretra in modo da poter usare il pene per urinare in piedi. La vagina può essere sigillata o rimossa durante la procedura, se non è già accaduto, e puoi anche scegliere di farti inserire dei testicoli in silicone.
  • L’Asl non copre queste operazioni chirurgiche, in quanto rientrano nella stessa categoria della chirurgia plastica, quindi dell'estetica. Sono molto costose e non tutti gli ospedali le fanno.

 

  1. Cambiare legalmente il genere.

Di nuovo, informati bene sulle leggi italiane e su cosa devi fare per cambiare ufficialmente il sesso. Di certo servirà una lettera dello psicologo o del medico per confermare la tua identità sessuale, ma è meglio informarti bene per tutto il procedimento.

 

 

Consigli

  • Sii te stesso. Fai quello che ti mette a tuo agio. Ma stai sempre attento alla tua sicurezza. Sii anche comprensivo nei confronti di amici e familiari, cerca di rispettare il loro disagio o i tentativi di farti cambiare idea.
  • Prenditi il tuo tempo. Dillo alle persone che ami quando sei pronto. Ricorda a tutti che è qualcosa di strettamente personale e non vuoi che lo sbandierino ai sette venti.
  • Sii pronto a parlarne. Devi essere in grado di spiegare come ti senti, fare degli esempi sulla tua vita in modo che gli altri possano capire i tuoi sentimenti e che non è il capriccio di un giorno. Leggi il più possibile sui problemi che affrontano i transgender, in modo che tu possa spiegare quale sarà il passaggio successivo e quali sono i tuoi piani. Informati sul denaro che ti servirà; non è il momento di chiedere un aiuto finanziario per questo progetto, quindi devi avere delle idee su come guadagnare i soldi necessari.
  • Prenditi il tuo tempo. Se sei giovane, potresti avere la sensazione che debba accadere tutto in fretta, oppure non riuscirai ad arrivare fino in fondo. Sii forte, paziente e assicurati di prendere le decisioni giuste. Parla con più persone possibili (e di cui ti fidi). Queste decisioni cambiano la vita e non vanno prese d’impulso. Alcuni della vecchia generazione hanno vissuto tutta la loro vita preparandosi, e nel frattempo anche il mondo si preparava ad accettarli. Alcuni hanno pagato un prezzo molto alto (dipendenze, suicidio o peggio), ma molti vivono delle vite felici, sia che abbiano concluso la transizione fisica sia che non l’abbiano fatto. Considera le tue opzioni e non isolarti.
  • Scegli il contesto giusto per annunciarlo alle persone importanti (come i tuoi genitori). Trova un posto neutrale, dove ti senti a tuo agio, e dove le persone coinvolte siano libere di allontanarsi o andarsene. Non devono sentirsi messe all’angolo, e anche tu hai bisogno di una via d’uscita nel caso le cose si mettessero male.

 

Avvertenze

Stai attento al bigottismo e alle persone che non accettano i transgender.

  • La transizione è permanente. Le operazioni chirurgiche sono praticamente irreversibili, e non puoi tornare alla tua condizione fisica originale. La maggior parte degli effetti del testosterone sono permanenti, come il cambiamento della voce, la crescita di peli e capelli e l’ingrossamento del clitoride. Se hai ancora le ovaie, il grasso e i muscoli torneranno alle caratteristiche femminili. L’appetito sessuale, la pelle grassa e l’odore del corpo potrebbero tornare al loro stato originale. Assicurati di sapere bene quello che stai facendo, e di volerlo davvero. È qualcosa in cui può aiutarti il tuo psicologo, ma la decisione finale spetta a te. Fai quello che ritieni giusto.
  • Non permettere a nessuno di farti pressione per prendere gli ormoni o operarti perché altrimenti non sei davvero trans o un vero uomo. Molti transmen vivono felicemente senza fare una o entrambe le cose. Per esempio, alcuni transmen non amano il peso che prendono durante la terapia ormonale e alcuni cantano, quindi non vogliono perdere l’estensione vocale. Le operazioni chirurgiche sono molto costose e una scelta molto personale. Nessuno deve sapere che aspetto ha il tuo corpo nudo, solo tu, il tuo medico e il tuo compagno (o la tua compagna).
  • Fai del tuo meglio per procedere con calma. Aiuta gli altri, soprattutto la tua famiglia, ad abituarsi a te.

 

 

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Ringiovanire il collo con il lifting
Ringiovanire il collo con il lifting

Ringiovanire il collo con il lifting

Lifting collo, la procedura per rassodare il collo rilassato

 

Per rassodare efficacemente il collo ed eliminare cedimenti e lassità di questa zona, è questo l’intervento indicato. Il lifting del collo – una procedura parziale del lifting del viso – pone particolare attenzione alla naturalezza del risultato, con una scarsa visibilità delle cicatrici praticamente.

 

Questa procedura è finalizzata alla correzione degli inestetismi dovuti all’eccesso cutaneo nella zona mandibolare, sotto mento e collo. Tali eccessi di tessuto cutaneo spesso sono dovuti al normale invecchiamento del paziente e alla conseguente minore tonicità della pelle. Altre volte però il rilassamento è dovuto al “modello” morfologico del paziente che presenta già in giovane età una mandibola meno marcata rispetto alla media.

 

L’accumulo adiposo nel sottomento – pesando direttamente sulla pelle – fa pendere il tessuto creando un pseudo rilassamento cutaneo.

 

Il lifting del collo rassoda l’area interessata e rende l’aspetto del viso più giovanile e gradevole.

 

Lifting collo

Lifting collo: Inestetismo corretti

 

Lifting collo: Paziente adatto a questo intervento?

Il lifting collo è la procedura di chirurgia estetica del viso eseguita per correggere inestetismi a carico della zona della mandibola, del sottomento e del collo. Il paziente candidato a questa procedura deve presentare uno o più dei seguenti inestetismi:

 

Eccesso cutaneo

Collo pendulo

Mandibola non definita

Collo di tacchino

Doppio mento cutaneo

Pelle rugosa e con pieghe profonde

Dal punto di vista medico il paziente interessato al lifting collo deve avere uno stato di salute buono, compatibile con lo sforzo chirurgico e l’anestesia. Dovrà sottoporsi agli esami clinici (elettrocardiogramma e esami del sangue). Non deve essere soggetto alla cicatrizzazione ipertrofica o alla formazione di cheloidi. E’ opportuno che non fumi e non assuma farmaci che rendono il sangue più fluido (anticoagulanti). Durante la raccolta dell’anamnesi il chirurgo estetico dovrà essere informato da parte del paziente su farmaci assunti, malattie passate e presenti, interventi subiti e ogni altra informazioni utile per inquadrare clinicamente il candidato.

 

Dal punto di vista psicologico è fondamentale che il paziente sia maturo ed in grado di dare un consenso informato consapevole all’intervento desiderato. Il candidato dovrà avere aspettative realistiche in merito al risultato desiderato.

 

Lifting collo: Intervento

La procedura di lifting della zona del collo prevede una incisione che parte da dietro il lobo dell’orecchio, segue il padiglione auricolare verso l’alto, segue successivamente l’attaccatura dei capelli verso il basso. Tale incisione permette di scollare il tessuto cutaneo dalla fascia muscolare verso la mandibola e sottomento. Una volta scollata la pelle si rassoda la parete muscolare e si procede con lo scivolamento della cute verso i lati. Risulterà da tale manovra un’eccesso cutaneo che sarà rimosso. I conseguenti lembi verranno quindi suturati per piani per contrastare la trazione meccanica tipica della zona e potenzialmente causa di cicatrici esteticamente non gradevoli. Conclusa la sutura dei lembi, la zona interessata viene protetta da  un bendaggio compressivo che dovrà essere mantenuto per alcuni giorni.

 

Lifting collo: Anestesia

Alla nostra Clinica  gli interventi di chirurgia estetica del viso vengo eseguiti in sicurezza e massimo comfort con una tecnica anestesiologica moderna e poco invasiva. La procedura di lifting collo si esegue in anestesia locale e sedazione venosa profonda. Ciò consente al paziente di non avvertire alcun dolore durante l’atto operatorio, di non essere sveglio durante la chirurgia, di respirare in maniera autonoma senza dover essere intubato e di avere una ripresa post operatoria immediata. L’infiltrazione dell’anestetico locale prevede anche l’uso di epinefrina, farmaco vaso costrittore che riduce l’afflusso di sangue nell’area interessata e rende di conseguenza il lifting molto meno cruento.

 
ULTHERAPY- Il lifting non chirurgico
ULTHERAPY- Il lifting non chirurgico

L’azione di Ultherapy

Come funziona il lifting non chirurgico.

 

Il protocollo Ultherapy si basa sulla capacità fisica degli ultrasuoni di riscaldare i tessuti alla profondità e alla temperatura ideali per riattivare un naturale processo chiamato neocollagenesi. Le vecchie fibre collagene indebolite dall’invecchiamento vengono gradualmente sostituite dalle nuove, determinando così una rigenerazione profonda della pelle e un effetto lifting naturale e duraturo.

 

Rigenera la pelle in profondità

Ultherapy agisce a profondità prima raggiungibili solo con la chirurgia. Grazie alla visualizzazione ecografica brevettata, gli ultrasuoni possono essere direzionati con precisione a diverse profondità, senza interessare la superficie della pelle. Così l’azione si può concentrare dove la lassità cutanea ha origine, massimizzando l’efficacia del trattamento.

Massima precisione, massima efficacia

Grazie alla sua tecnologia unica e brevettata Ultherapy agisce con estrema precisione garantendo il massimo risultato con la minore invasività. Riscaldando la pelle in minuscoli esatti punti, Ultherapy stimola la rigenerazione ottimale e garantisce comfort, sicurezza ed efficacia clinicamente provati.

 

 

Una sola seduta, zero tempi di recupero

Procedura lifting non chirurgico Ultherapy.

 

Il lifting a ultrasuoni microfocalizzati Ultherapy prevede un’unica seduta di trattamento per riattivare la produzione di collagene e rigenerare la pelle in profondità. La procedura si svolge in ambulatorio senza anestesia, senza bisturi e senza aghi: potrai tornare sin da subito alle tue normali attività. Terminata la seduta potrai notare una sensazione di turgore, ma il vero effetto lifting compare progressivamente nell’arco di 2-3 mesi, man mano che il tuo organismo avrà rigenerato le fibre collagene.

Il primo lifting non chirurgico non è un sogno, è scienza

Ultherapy è il primo e unico lifting a ultrasuoni microfocalizzati approvato FDA che rigenera la tua pelle in profondità, rendendola più tonica, compatta e levigata, senza bisturi né aghi. L’efficacia e la sicurezza di Ultherapy – l’unico protocollo con guida ecografica – sono documentate da oltre 90 studi clinici e pubblicazioni scientifiche e riconosciute a livello internazionale dalla CE e dal rigoroso ente di controllo statunitense FDA. Ad oggi 1.000.000 di pazienti nel mondo ha già scelto gli ultrasuoni di Ultherapy per il lifting non chirurgico di viso, collo e décolleté.

 

Senza bisturi ne aghi zero tempo di ricupero risultati naturali.

Rinoplastica
Rinoplastica

Cos'è la rinoplastica?

La rinoplastica è l’intervento finalizzato a modificare forma e dimensioni del naso esterno. Viene definita completa se finalizzata a modificare tutte e tre le componenti del naso esterno: arco superiore (volta ossea), arco intermedio (volta cartilaginea) e arco inferiore (punta). Per rinoplastica parziale si intende un intervento limitato a una delle 3 componenti del naso esterno (p.e. la correzione della gobba del naso che modifica l'arco superiore e/o quello intermedio).

In alcuni casi la rinoplastica può essere associata alla necessità di intervenire sul setto nasale (cosidetta Settoplastica) nel caso ci sia una alterazione della respirazione nasale dovuta ad una malposizione o devazione del setto nasale di origine malformativa o post-traumatica.

 

Sei un candidato idoneo per la rinoplastica?

Certamente la presenza di malattie importanti a carico di apparati e organi vitali, oppure di patologie che determinano un rischio anestesiologico elevato rappresentano contro-indicazioni a un intervento “elettivo” come la rinoplastica.

Infezioni acute delle vie aeree (sinusiti, faringo-tonsilliti, tracheo-bronchiti) nei giorni immediatamente precedenti l'intervento vanno tempestivamente comunicate al chirurgo in modo che l’intervento venga posticipato a guarigione avvenuta.

 

E’ fondamentale riferire al chirurgo eventuale assunzione di farmaci anti-coagulanti, aspirina o altri farmaci antinfiammatori in modo che si possa rimodulare la terapia.

 

Il candidato ideale all’intervento di rinoplastica è una persona sana, psicologicamente stabile e con aspettative realistiche. La stragrande maggioranza dei pazienti che richiedono consulto per rinoplastica hanno caratteristiche vicine al candidato ideale.

 

Tuttavia, il chirurgo deve avere acquisito esperienza specifica nell’identificare una tipologia di pazienti, che presentano disturbi (anche lievi) della personalità consistenti in una visione distorta della propria immagine corporea.

Questa categoria di pazienti (statisticamente, il 5% dei pazienti che chiedono un consulto per rinoplastica) è particolarmente a rischio di insoddisfazione post-intervento, e in alcuni casi è auspicabile sconsigliare la chirurgia al paziente.

Candidato idoneo alla rinoplastica è il paziente adeguatamente e onestamente informato dal chirurgo prescelto sulle possibilità e limiti dell’intervento, che sono naturalmente in relazione sia all’entità del difetto da correggere che alla maturità tecnica e all’esperienza dell’operatore.

 

L’etica professionale guiderà il chirurgo a esplicitare, già al momento della prima consultazione, che in un limitato numero di casi possano residuare imperfezioni (per esempio, irregolarità del dorso, asimmetrie della punta, malposizione della columella) che necessitano una correzione secondaria a distanza di tempo variabile. Il paziente che non accetta tale (per quanto rara) eventualità non è sicuramente un candidato idoneo alla rinoplastica. L’idoneità all’intervento è certamente influenzata dall’età.

 

L’indicazione alla rinoplastica negli adolescenti è legata non solo allo sviluppo e alla crescita dell’adolescente (generalmente, 16 anni per le ragazze, 17-18 anni per i ragazzi), ma anche al grado di maturità psicologica dell’adolescente: quindi l’idoneità va valutata caso per caso, e in collaborazione con i genitori.

 

Differente è il caso delle deformità nasali nel bambino con ostruzione respiratoria nasale totale o sub-totale, una condizione che determina anche disordini respiratori nel sonno importanti, alterazioni della crescita dello scheletro facciale e della cavità orale, e infezioni ricorrenti delle vie aeree inferiori. Per quanto un atteggiamento di monitoraggio (“wait and see”) sia preferibile, in alcuni casi è indispensabile effettuare una chirurgia a invasività minima per ripristinare un certo grado di funzionalità respiratoria nasale, in attesa di “riprendere” il problema al raggiungimento dell’età idonea.

 

La rinoplastica della terza età è una forte crescita, sia per ragioni psicologiche (partner più giovane) che motivi funzionali (miglioramento sostanziale della respirazione sollevando la punta e/o stabilizzando le ali). Le tecniche sono naturalmente differenti dalla rinoplastica “classica”. La rinoplastica “della terza età” è pertanto una procedura sicura se il paziente e in buone condizioni generali di salute e fortemente motivato.

 

Prima della rinoplastica

E’ evidente che una diagnosi corretta degli aspetti estetici e funzionale rappresenta la premessa indispensabile per programmare tipologia ed estensione dell’intervento allo scopo di ottenere il miglior risultato possibile.

 

Pertanto, la fase pre-operatoria deve essere sistematica e deve essere finalizzata a:

 

  1. a) Diagnosi funzionale. L’ostruzione nasale non dipende solo da una malposizione del setto nasale, ma anche da altri fattori anatomici e funzionali che devono essere precisamente diagnosticati prima dell’intervento con una accurata valutazione endoscopica delle cavità nasali e – in casi selezionati – anche da una TC del massiccio facciale ed eventualmente da un esame funzionale nasale.

 

  1. b) Diagnosi estetica. Viene effettuata su una serie di foto pre-operatorie nelle pose standard. Progettare un nuovo naso implica una analisi sofisticata dei vari parametri estetici. Tra i più significativi, vanno considerati posizione e profondità della radice, altezza del dorso, rotazione e proiezione della punta, ampiezza dell’angolo tra columella e labbro inferiore, volume e definizione della punta, grado di simmetria dei 3 archi della piramide nasale, posizione della columella, larghezza delle ali. Esistono software dedicati che permettono il calcolo di questi parametri e che “aiutano” l’occhio del chirurgo (elemento chiave in questa chirurgia) nella definizione dettagliata dei difetti estetici da correggere.

 

La rinoplastica cambia non solo il naso, ma determina anche modifiche nel modo in cui l’occhio percepisce la relazione reciproca delle varie unità estetiche del viso. La posizione del mento, per esempio, è un elemento tanto importante quanto trascurato nell’ottenimento di un profilo attraente.

 

Molti chirurghi usano simulazioni per discutere differenti ipotesi di risultati. Per quanto non possano essere considerate garanzia di risultato, le simulazioni – se correttamente utilizzate – rappresentano un valido strumento per definire un obiettivo ad elevata probabilità di realizzazione, da condividere con il paziente durante una specifica consultazione pre-operatoria.

 

Prima dell’intervento, andranno eseguiti esami pre-operatori (in linea di massima: sangue, urine, ECG ed eventuale visita cardiologica).

La fase pre-operatoria si conclude con la firma del consenso informato: al paziente viene richiesto di apporree la propria firma al consenso informato specifico per rinoplastica/settorinoplastica, dopo aver avuto dal chirurgo tutti i chiarimenti su tipologia di intervento, potenziali rischi, possibili complicazioni, e modalità di gestione di eventuale ritocco.

Tecnica dell’intervento

La rinoplastica può essere effettuata con approccio endonasale (chiuso) oppure esterno (open). Nella rinoplastica esterna, l’ingresso chirurgico al naso viene effettuato attraverso una incisione sulla columella, il pilastro che divide le due narici. Nella rinoplastica endonasale (chiusa), le incisioni vengono attuate all’interno della cavità nasale, nella prima porzione di essa (vestibolo nasale). Le due tipologie di approccio hanno indicazioni differenti, ed entrambe hanno svantaggi e svantaggi. In ultima analisi, la qualità del risultato finale è legata alle qualità del chirurgo (esperienza, abilità tecnica, talento) piuttosto che alla tipologia di approccio.

 

La rinoplastica può essere eseguita in anestesia generale o in anestesia locale con sedazione.

Nel caso in cui l’intervento comporti un lavoro esteso sul setto nasale, si usano speciali suture sul setto (“quilting sutures”) e il paziente viene dimesso senza tamponi.

Nei casi in cui il lavoro sul setto sia esteso, vengono collocati soffici tamponi di cellulosa rivestita da una lamina di silicone, che rende la rimozione dei tamponi scarsamente dolorosa. Il tamponamento viene mantenuto per 24-48 ore.

Durante l'analisi facciale, vengono valutate le proporzioni seguenti:

Dopo l’intervento

Dopo l’intervento, sono generalmente presenti aree di gonfiore e di ematomi, variabili da caso a caso, anche intorno alla regione nasale. Possono essere intensi nelle prime 72 ore, a seconda della tipologia di intervento e della reazione individuale. in generale decrescono rapidamente.

 

Il dolore post-operatorio è generalmente ben tollerato, e comunque adeguatamente controllato con farmaci anti-dolorifici. Occorre limitare il fumo almeno nelle due settimane prima dell'intervento e per il periodo di recupero.

 

E’ indispensabile organizzare il rientro a casa accompagnati. E’ consigliabile la presenza di un accompagnatore nei primi giorni dopo la dimissione dalla clinica.

Dopo l’intervento, viene programmata la prima medicazione a distanza di circa una settimana per la rimozione della protezione rigida sul naso e per la medicazione del naso interno. Alcuni chirurghi applicano una seconda cerottazione più leggera da rimuovere a distanza di altri 5-7 giorni.

 

Come scegliere il chirurgo

E’ fondamentale scegliere un chirurgo con una competenza specifica e una esperienza pluriennale nel settore della rinoplastica.

 

E’ consigliabile non considerare il costo come l’unico criterio, o il criterio fondamentale nella scelta del chirurgo. Nella valutazione dei costi complessivi, tener presente che i costi variano in relazione non solo alla specializzazione e al “nome” del chirurgo, ma anche in relazione alla qualità dei servizi e della tecnologia della clinica in cui il chirurgo opera.

 

Quando possibile, è auspicabile ottenere 2 o 3 diverse opinioni di chirurghi esperti e rispettati. In tal modo la scelta sarà più consapevole. La scelta del chirurgo ha anche una rilevante componente emozionale, legata alla fiducia e alla empatia che si stabiliscono dopo la prima consultazione personale con il chirurgo.

 

La scelta non deve essere affrettata. Il sito web del professionista è, in generale, fonte di informazioni preziose: curriculum, specializzazioni, rinomanza nazionale e internazionale, attività di insegnamento, pubblicazioni scientifiche su riviste di prestigio.

 

Sempre sul sito, nella Galleria dei risultati “prima e dopo”, è fondamentale verificare che il chirurgo abbia gusti estetici vicini ai propri.

 

Quanto dura l'effetto della rinoplastica?

I risultati della rinoplastica sono duraturi. Il risultato è da considerarsi stabilmente definitivo mediamente a distanza di un anno dall’intervento. Nei pazienti con pelle spessa i tempi di assestamento possono essere più lunghi di 12 mesi, soprattutto nei casi in cui la chirurgia sia stata estesa.

 

 

Blefaroplastica
Blefaroplastica

CHE COS’È LA BLEFAROPLASTICA?

La blefaroplastica, più comunemente nota come chirurgia estetica delle palpebre, è una procedura chirurgica che consente di correggere difetti quali palpebre superiori cadenti, borse di grasso e occhiaie che rendono lo sguardo affaticato, invecchiando la fisionomia del volto e interferendo talvolta con la vista. La belfaroplastica consiste nella rimozione chirurgica di cute e grasso in eccesso localizzati nelle palpebre superiori e inferiori (blefaroplastica inferiore e blefaroplastica superiore) e nel riposizionamento del sopracciglio cadente.

 

LA BLEFAROPLASTICA SUPERIORE

La blefaroplastica superiore è un intervento che consiste nell’ asportazione dell’eccesso di pelle e nella rimozione delle borse di grasso che si trovano nella regione palpebrale superiore.

Questo intervento può essere eseguito in day hospital, sia in anestesia locale che in anestesia generale, e ha una durata di circa 30 minuti.

L’intervento di blefaroplastica superiore termina con dei sottilissimi punti che vengono rimossi dopo 3-4 giorni dall’intervento e con una cicatrice praticamente invisibile che si localizza nella piega palpebrale superiore.

L’intervento è indolore e dopo 7-10 giorni la paziente può tornare a svolgere tutte le attività lavorative e sociali senza particolari segni o esiti.

LA BLEFAROPLASTICA INFERIORE

La blefaroplastica inferiore è un intervento un po’ più complesso della blefaroplastica superiore e anch’esso può essere eseguito in day hospital, in anestesia locale oppure in anestesia generale.

Nella blefaroplastica inferiore viene praticata una incisione nel bordo sotto ciliare attraverso la quale vengono rimodellate le tre borse di grasso che sono localizzate in questa regione e l’eccesso di cute e di muscolo che possono contribuire a determinare un difetto estetico che necessita di correzione.

Anche l’intervento di blefaroplastica inferiore comporta l’esito di una piccolissima cicatrice che però è praticamente invisibile, e questo tipo di intervento è assolutamente indolore.

La ripresa della normalità in questo caso è lievemente più lunga e necessitano circa due settimane per ritornare alla consueta attività lavorativa e sociale.

La blefaroplastica superiore e la blefaroplastica inferiore possono ovviamente essere associate fra di loro.

LA BLEFAROPLASTICA TRANSCONGIUNTIVALE

Una tecnica molto particolare e specifica solo della blefaroplastica inferiore è la blefaroplastica transcongiuntivale: questa tecnica consiste nella rimozione solo delle borse adipose inferiori tramite una incisione congiuntivale interna alla palpebra inferiore attraverso la quale è possibile rimodellare l’eccesso di grasso senza cicatrici cutanee esterne.

La tecnica della blefaroplastica transcongiuntivale è indicata per le persone che hanno solo eccesso di grasso senza necessità di rimodellamento della cute e del muscolo.

Con la blefaroplastica è anche possibile modificare la forma dello sguardo mediante il sollevamento e/o il riposizionamento dell’angolo laterale dell’occhio (cosiddetta cantoplastica e cantopessi).

Otoplastica – Orecchie a sventola
Otoplastica – Orecchie a sventola

L’otoplastica è un tipo di procedura di chirurgia estetica molto comune per i bambini e per gli adulti. La maggior parte dei pazienti di otoplastica ha un’età compresa tra i 4 e 14 anni, ma anche un certo numero di adolescenti e di adulti si sottopone a questa procedura. L’otoplastica può correggere dimensione del padiglione auricolare e la sua forma, cioè il difetto comunemente noto come “orecchie a sventola”. Inoltre è possibile correggere altri particolari dei padiglioni e dei lobi, ed eventuali asimmetrie dovute sia a difetti congeniti (la maggior parte dei casi), che a problemi acquisiti in seguito a traumi. Candidato all’ otoplastica

Il primo requisito per sottoporre il paziente a questo (o a qualunque intervento di chirurgia estetica) è che l’inestetismo comporti un disagio psicologico tale da compromettere la qualità della vita. Solo gli inestetismi che disturbano l’ equilibrio psico – sociale del paziente meritano l’attenzione del chirurgo estetico.

 

Il paziente deve avere uno stato di salute buono. Tale circostanza sarà verificata da esami clinici che dovranno attestare la compatibilità del paziente con l’atto chirurgico.

Il paziente candidato all’ otoplastica presenta uno o più dei seguenti fattori:

 

  • orecchie a sventola
  • orecchie asimmetriche
  • orecchie troppo grandi
  • padiglioni dismorfici
  • lobi troppo grandi o lesionati

L’ intervento è consigliabile già in eta pediatrica perché comporta evidenti vantaggi per l’interazione sociale ed i risultati nel lungo periodo non risultano compromessi dall’ operazione precoce.

 

I bambini che soffrono dell’ inestetismo delle orecchie a sventola vengono costantemente derisi dai compagni e amichetti subendo quindi pesanti conseguenze sotto il profilo psicologico. Ciò può determinare danni permanenti alla loro personalità. L’ intervento di otoplastica permette al piccolo paziente di svilupparsi serenamente evitando da subito ogni disagio psicologico.

 

Un ricerca medica sull’ otoplastica pediatrica ha dimostrato inoltre che il successivo sviluppo fisico non disturba la formo dell’ orecchio per cui non ci sono motivi per posticipare l’ intervento. Va chiarito inoltre che non esiste la possibilità che con il tempo le orecchie si “sistemino” spontaneamente.

 

Otoplastica intervento

La tecnica d’ intervento della chirurgia estetica delle orecchie presenta le seguenti fasi:

 

Anestesia

 

La procedura viene eseguita in anestesia locale e sedazione. L’ anestesista di provata esperienza – dopo aver riconvalidato gli esami clinici di routine – procede con la sedazione del paziente e la successiva infiltrazione del farmaco anestetico. Lo specialista in anestesia – presente durante tutto l’intervento chirurgico – procede quindi con il monitoraggio continuo dei parametri vitali fino alla ripresa completa del paziente.

 

Incisione cutanea

 

Il chirurgo estetico procede con l’incisione – come da illustrazione – in maniera tale da poter accedere alla cartilagine auricolare dalla zona posteriore dell’ orecchio.

Piega cartilaginea

 

La cartilagine viene segnata con il bisturi e poi piegata per formare la piega assente o insufficiente. Di norma la piega chiamata antelice va formata per consentire all’ orecchio di ridurre la sua sporgenza.

 

Sutura

 

La nuova piega cartilaginea viene poi suturata con speciali fili di sutura che dovranno garantire una prolungata stabilità statica. Successivamente si procede con la sutura della cute.

 

Bendaggio

 

Infine viene bendata la parte superiore della testa con la finalità di supportare la nuova forma auricolare e di proteggere la zona operata.

 

L ‘ intervento di otoplastica non richiede il ricovero ed il paziente dopo qualche ora potrà tornare a casa.

 

Otoplastica: Tecnica d

Otoplastica: Anestesia locale

La procedura di otoplastica viene eseguita in anestesia locale con sedazione modulata. Questo protocollo d’ anestesia consente al paziente di non sentire dolore, non essere vigile durante l’atto chirurgico e beneficiare di una ripresa post operatoria immediata.

 

L’ anestesia locale, essendo molto meno invasiva dell’ anestesia generale, garantisce livelli di sicurezza elevati per quanto riguarda complicanze specifiche. Ciò nonostante il paziente dovrà sottoporsi ai necessari test clinici prima di procedere con l’ intervento.

 

Alla Euromedical Laser la sicurezza del paziente è prima di tutto e di conseguenza la procedura – anche se nel caso dell’ otoplastica si tratta di un piccolo intervento – avviene con la presenza costante di un anestesista con pluriennale esperienza e dotato di tutti i dispositivi medici per far fronte a qualunque problema operatorio.

 

Otoplastica bambino

La tecnica anestesiologica (locale+sedazione) è adatta anche per i pazienti in età pediatrica.

 

Otoplastica: Post operatorio

Al termine della procedura chirurgica, la testa viene fasciata con un bendaggio elastico che tiene controllato il gonfiore e protegge per i primi giorni la zona dagli urti, favorendo la cicatrizzazione dei padiglioni secondo la forma ottimale.

 

Il chirurgo consiglia una serie di comportamenti da tenere per favorire la guarigione, che in genere comporta disagi minimi e un dolore leggero controllabile con antidolorifici. Quando i pazienti tornano per il controllo dopo alcuni giorni, il bendaggio viene sostituito e alleggerito.

 

Il lavoro può essere ripreso già dopo una settimana, mentre è bene che i bambini si astengano dalla scuola per un paio di settimane o anche più, in modo da evitare colpi accidentali che possono compromettere l’esito estetico dell’otoplastica.

 

 

Otoplastica: Risultato

L’ otoplastica comporta la correzione delle orecchie a sventola e cioè l’ eccessiva sporgenza delle orecchie viene ridotta avvicinando i padiglioni auricolari alla testa. Questo risultato è da ritenersi permanente dopo le prime settimane dall’ intervento durante le quali è possibile che si verifiche la complicanza della riformazione del difetto estetico. Per evitare questo rischio i punti chirurgici che modellano la cartilagine vengono tolti solo dopo 21 giorni.

 

Il risultato dal punto di vista psicologico – principalmente nei bambini – è sorprendente perché così come le orecchie a sventola sono un inestetismo che rende il viso buffo, le orecchie filanti rendono il viso snello e dinamico. I pazienti in età pediatrica esperimentano un elevato miglioramento dell’autostima e della sicurezza personale dopo la correzione dell’inestetismo auricolare.

 

Rischi e complicanze

Le complicanze sono possibili e comuni in tutti gli interventi chirurgici, sebbene l’otoplastica sia uno dei più sicuri. Rare sono le eventualità di ecchimosi o infezione della cartilagine auricolare, comunque risolvibili piuttosto semplicemente. La possibilità non frequente che si formi tessuto ipertrofico sulla cicatrice è comunque una complicanza che non porta gravi danni estetici, poiché l’incisione viene realizzata dietro l’orecchio, quindi in una zona non visibile.

 

La corretta erogazione delle informazioni in sede di visita medica è la base per la formazione del consenso informato e consapevole del paziente. Oltre il 50% dei pazienti operati di otoplastica sono minorenni. Per questi pazienti il consenso informato è delegato ai genitori che dovranno firmare il relativo documento.

 

 

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