Turismo Medico Serbia | Come Cambiare Sesso (Da Maschio a Femmina)

English

Come Cambiare Sesso (Da Maschio a Femmina)

 

La transizione fisica da maschio a femmina, cioè il processo per diventare una donna transessuale, è un percorso individuale e personale. Non esiste un modo giusto e uno sbagliato per farlo. Sebbene molte donne transessuali decidano di sottoporsi a un intervento di riattribuzione chirurgica del sesso, altre ritengono che la terapia ormonale sostitutiva sia sufficiente. Il processo di transizione, a prescindere da cosa comporti, è lungo, costoso e rischioso, ma può condurre a risultati davvero appaganti! Sii paziente e circondati di amici e familiari che ti sostengano.

Parte 1

Preparazione alla Transizione

-Pondera la tua decisione. Accettare di essere transgender, cioè un individuo che non si identifica con il sesso biologico alla nascita, è diverso dall'impegnarsi per tutta la vita a essere transessuale, cioè una persona che ha cambiato o sta cercando di cambiare sesso attraverso un intervento e un trattamento medico. La transizione è un processo irreversibile, rischioso, lungo e costoso. Tieni un diario e discuti della tua decisione con un amico fidato o con i membri di un gruppo di supporto.

  • Se nella città in cui vivi non c'è un gruppo di supporto per persone transessuali e transgender, unisciti a una comunità online.

 

-Fai delle ricerche. Leggi e informati più che puoi in merito al processo. Documentati sui benefici, i rischi e i costi della transizione. Valuta diverse procedure, preparati ad affrontare la discriminazione e tieni in considerazione quanto denaro ti servirà per portare a termine il tuo progetto. Puoi procurarti le fonti di informazione in vari luoghi e attraverso diversi canali. Naviga in internet usando le parole chiave come "LGBTQ", "da maschio a femmina" o "transgender". Trova dei libri o delle riviste in biblioteca su questo argomento. Anche i membri del gruppo di supporto possono darti ottimi consigli, approfitta della loro conoscenza!

  • Ricorda che ogni processo di cambiamento è unico, specifico e personale. Non devi sottoporti per forza a grandi trattamenti per la depilazione definitiva oppure puoi scegliere di rinunciare all'impianto di protesi mammarie dopo esserti sottoposta alla terapia ormonale sostitutiva. Anche se non volessi eseguire delle procedure mediche, sappi che è fondamentale conoscere a fondo tutto il processo di transizione; in questo modo puoi prendere una decisione consapevole e informata.

 

-Dichiara le tue intenzioni alle persone che ti stanno vicine. È stressante decidere se, quando, dove e come annunciare la tua decisione alla famiglia e agli amici! Proprio come il processo di cambiamento, anche il coming-out è un evento personale e unico. Scegli il metodo che senti più adatto alle tue esigenze. Se preferisci dei colloqui individuali, parla con una persona per volta; se ritieni opportuno fare un annuncio di gruppo, allora riunisci i tuoi amici più stretti e la famiglia. Non è necessario mettere a conoscenza di questa tua decisione tutte le persone che conosci. Sii onesta con coloro che ti stanno vicino, condividi la tua storia e chiedi il loro sostegno. Concedi loro del tempo e dello spazio per "digerire" la notizia.

Un intervento di vaginoplastica in media costa 20.000 euro. Le sedute di depilazione definitiva hanno un prezzo variabile, dai 30 ai 150 euro all'ora. La terapia ormonale sostitutiva costa fra i 5 e gli 80 euro al mese e deve essere seguita per tutta la vita.

La durata del processo spesso è determinata dalle tue possibilità economiche.

 

-Discuti della faccenda con la tua compagnia di assicurazione sanitaria, se ce l'hai, e inizia a risparmiare denaro. La transizione è molto costosa. Alcune compagnie di assicurazione coprono parte delle terapie, ma difficilmente tutta la procedura. Informati se la tua polizza prevede un rimborso per la terapia psicologica, ormonale, la depilazione definitiva, l'impianto di protesi mammaria o la vaginoplastica. Se non hai un'assicurazione sanitaria o la tua polizza non prevede questi trattamenti, non farti prendere dal panico! Prendi un appuntamento presso l'ASL di competenza e presso l'assistente sociale; in alcuni casi il servizio sanitario nazionale fornisce delle terapie per le quali dovrai pagare solo un ticket. Inoltre chiedi a un amico parsimonioso di aiutarti a stilare un piano di risparmio e a capire i costi totali che dovrai sostenere. Quando hai un'idea del preventivo, comincia a mettere da parte dei risparmi.

  • Un intervento di vaginoplastica in media costa 20.000 euro. Le sedute di depilazione definitiva hanno un prezzo variabile, dai 30 ai 150 euro all'ora. La terapia ormonale sostitutiva costa fra i 5 e gli 80 euro al mese e deve essere seguita per tutta la vita.
  • La durata del processo spesso è determinata dalle tue possibilità economiche.

 

-Inizia ad allenarti per usare una voce femminile. Prima di iniziare la terapia ormonale, fai attività fisica perché sarà difficile perdere peso mentre prendi gli ormoni! Allo stesso tempo esercitati con la tonalità della tua voce. Fai alcune prove per impostare il tono, il volume e la risonanza che preferisci. Allenati per passare da una voce di "petto" a una di "testa", in altre parole devi parlare in falsetto. Quando padroneggi questa tecnica, puoi provare degli esercizi più complessi, come controllare coscientemente i muscoli della laringe e quelli che circondano il pomo d'Adamo.

  • Appoggia due dita sul pomo d'Adamo e sollevalo vocalizzando con un tono acuto. Con il tempo i muscoli che lo circondano lo solleveranno automaticamente.

Parte 2

Incontrare un Terapista

-Cerca uno psicoterapeuta qualificato. In base ai protocolli per il cambio di sesso, devi recarti da uno psicologo o uno psichiatra prima di poterti sottoporre alla terapia ormonale sostitutiva o alla chirurgia. Chiedi ai tuoi amici della comunità trans qualche nominativo di professionisti competenti in questo campo. Fai qualche ricerca online per trovare un terapista che abbia esperienza con gli individui transgender. Impegnati solo con un terapeuta che ti faccia sentire a tuo agio.

  • Chiedi agli altri pazienti qual è la tariffa oraria dello psicologo, a quale scuola fa riferimento e il livello di accettazione.
  • Poni molte domande ai vari terapeuti che hai selezionato. Informati in merito al loro interesse riguardo la terapia di genere e quanti dei loro pazienti sono stati ammessi alla terapia ormonale e chirurgica.
  • Se non si instaura un buon rapporto con uno psicologo, non temere di cambiarlo

-Ricevi una diagnosi formale. Dopo una serie di sedute, il terapista valuta la tua situazione personale e formula una diagnosi. Quando è certo che provi sintomi costanti, come il disgusto per i tuoi stessi genitali, il desiderio di rimuovere ogni segno del tuo sesso biologico e/o raggiungi la certezza che il tuo sesso biologico non corrisponda al tuo vero genere, allora ti diagnosticherà il disturbo dell'identità di genere.

  • Devi manifestare questi sintomi per almeno sei mesi.
  • Sii onesta con il terapista e lo psicologo.
  • La disforia di genere non significa che tu sia malata o "sbagliata"; semplicemente vuol dire che non sei felice di vivere con il sesso che ti è stato attribuito. I medici devono formalizzare tutto questo per giustificare il fatto che ti daranno delle pillole, una terapia e/o ti sottoporranno alla chirurgia (in base al tuo volere e necessità).
  • Il disturbo dell'identità di genere non necessariamente prevede che l'individuo sia triste. Se ti senti depressa o ansiosa, parlane con lo psicologo. Il trattamento potrebbe portare a dei benefici.

-Sviluppa un piano terapeutico. Una volta formalizzata la diagnosi di disforia di genere, lo psicologo o lo psichiatra ti illustrerà le varie opzioni a tua disposizione. L'obiettivo della terapia non è quello di cambiare le tue emozioni e sentimenti, bensì di aiutarti ad affrontarli e alleviare il disagio. Oltre alla psicoterapia, ti verrà consigliata anche la terapia ormonale sostitutiva, che ti verrà somministrata da un endocrinologo.

  • Se non hai ancora raggiunto la pubertà, il terapista potrebbe consigliarti dei farmaci per bloccare lo sviluppo sessuale.

-Completa la transizione sessuale in società. Se hai espresso il desiderio di sottoporti a un intervento di riattribuzione chirurgica del sesso, allora devi portare a termine il passaggio da un punto di vista sociale, prima che lo psicologo approvi la procedura. In questo periodo devi convivere con la tua nuova identità sessuale per uno o due anni; ciò ti permette di vivere da donna. Ti vestirai, andrai in ufficio, ti allenerai, porterai a termine i lavori domestici e andrai al supermercato da donna. Dopo aver vissuto in questa maniera e aver superato molte vicissitudini con la tua nuova identità, allora il terapista ti aiuterà a capire se l'intervento chirurgico è la soluzione migliore per te.

  • Durante questo processo, continua ad assumere gli ormoni, a rimuovere i peli del corpo o del viso che non desideri e ad esercitarti per trovare la tua voce femminile

Parte 3

Trattamenti Non Chirurgici

 

-Sottoponiti alla terapia ormonale sostitutiva. Lo scopo di questo trattamento è di aiutarti a sentirti maggiormente a tuo agio con il tuo corpo. Gli ormoni lo alterano per allinearlo alla tua identità di genere. Quando un maschio inizia il processo di transizione per diventare femmina, l'endocrinologo prescrive una terapia a base di estrogeni. Devi assumere le tue pillole costantemente. Una volta iniziata, dovrebbe essere mantenuta a tempo indeterminato, anche dopo un intervento di riattribuzione del sesso. Sappi che gli ormoni cambieranno drasticamente il corpo e per molte transgender ciò è sufficiente per convivere in pace con la propria disforia di genere. Tuttavia, la terapia non è in grado di modificare la dimensione delle mani o di rendere più acuta la voce. I testicoli diventeranno più piccoli, ma non scompariranno. Per tutte queste ragioni devi sottoporti ad altri trattamenti per ottenere i risultati che desideri.

  • Informati sui rischi della terapia sostitutiva ormonale. Aspettati che i muscoli diminuiscano di volume e che il grasso corporeo si distribuisca in modo diverso. Gli ormoni inoltre possono causare un grave danno epatico, se la somministrazione non è monitorata da un medico. Non assumere mai la terapia ormonale in autonomia.
  • Prendi sempre la dose minima efficace. Se esageri con le quantità, puoi rallentare il processo di transizione.
  • L'endocrinologo deve monitorare costantemente la terapia, quindi programma dei controlli regolari presso il suo ambulatorio!

 

-Depilati. La rimozione laser dei peli è dolorosa e costosa. Si tratta anche di un processo molto lungo. Inizia il prima possibile, perché possono essere necessarie da 100 a 400 ore per sbarazzarsi completamente della barba! Puoi anche eliminare i peli dalle braccia, dalla schiena, dal petto e dalle gambe. Se vorrai sottoporti alla vaginoplastica, dovrai epilare completamente anche lo scroto.

-Inizia una terapia di rimodellamento vocale. Gli ormoni non cambieranno il tono della tua voce, anche se è certamente un dettaglio che vorrai modificare. Rivolgiti a un logopedista per trovare la tonalità, la risonanza e l'accento femminile perfetto per la tua voce. Il professionista ti aiuterà ad alterare la velocità con cui parli, oltre alla tonalità. Questo ti aiuterà a inserire nel vocabolario dei termini più utilizzati dalle donne rispetto agli uomini.

  • Se non puoi permetterti una terapia presso un logopedista, prova delle utili fonti online! Ci sono DVD, CD e molte altre guide che puoi acquistare ed esercitarti da sola. Esistono perfino delle applicazioni gratuite e dei video.
  • Per modificare la voce ci vuole esercizio e pazienza. Il processo potrebbe durare 6-12 mesi.

Parte 4

Trattamenti Chirurgici

-Valuta la riduzione chirurgica della cartilagine tiroidea. In questo modo riduci le dimensioni del pomo d'Adamo con una procedura semplice che si esegue in regime di day-hospital. Il risultato è un aspetto meno mascolino che si ottiene attraverso il rimodellamento della cartilagine.

-Prendi in considerazione l'impianto di protesi mammarie. La terapia ormonale è in grado di aumentare in modo naturale la dimensione del seno. La maggior parte delle donne transessuali riesce ad avere una coppa A. Tuttavia, se vuoi un seno più grande, devi pensare alle protesi; questo intervento aumenta le dimensioni delle mammelle e ne migliora la forma.

  • Sappi che si tratta di una procedura rischiosa e le protesi stesse possono rilasciare delle tossine. Una volta impiantate, non è saggio rimuoverle definitivamente, perché il seno avrà un brutto aspetto. Devi essere sicura di desiderare un seno più grande prima di decidere di sottoporti all'intervento.

 

-Pensa alla chirurgia di rimodellamento facciale. In questo caso si opta per una serie di procedure chirurgiche che alterano le caratteristiche maschili del viso per renderle più simili a quelle femminili. Puoi pensare di ridurre un mento molto marcato o il naso molto ampio. Puoi anche cambiare la linea dell'attaccatura dei capelli o il profilo delle labbra. Questo tipo di intervento riduce le caratteristiche maschili del volto e ti aiuta ad avere un aspetto femminile. Il chirurgo plastico collaborerà con te per ottenere un perfetto look femminile e aggraziato.

  • Durante questo tipo di chirurgia si riduce anche la dimensione del pomo d'Adamo

-Considera la vaginoplastica. Durante la procedura il chirurgo trasforma il tessuto del pene e dello scroto in una vagina, clitoride e labbra. Alla fine avrai dei genitali esterni femminili, potrai avere rapporti sessuali e raggiungere l'orgasmo. Si tratta di una procedura irreversibile.

 

Parte 4

Risvolti Legali

-Scegli un nuovo nome e cambialo. Scegline uno che rifletta la tua personalità femminile. Anche in questo caso ci vuole tempo e pazienza. In Italia non puoi cambiare nome ufficialmente (quindi neppure i documenti) senza prima esserti sottoposta all'intervento di riattribuzione chirurgica del sesso e avere ottenuto l'autorizzazione del tribunale. Presentati il giorno dell'udienza per comparire davanti al giudice e verificare che tutte le procedure burocratiche e mediche siano state soddisfatte. Se non ci sono problemi, potrai cambiare ufficialmente il nome. Con la sentenza verrà rettificato il tuo nome, il sesso legale e potrai modificare i documenti.

  • Se non vivi in Italia, informati sulle procedure del tuo Paese di residenza.
  • Inizia presto l'iter burocratico

-Preparati per la transizione anche sul luogo di lavoro. Documentati sulla politica dell'azienda in merito ai dipendenti transessuali e transgender. Prima di completare il processo di cambio del sesso, informa il tuo responsabile e il direttore dell'ufficio del personale delle tue intenzioni. Se incontri delle difficoltà, recati da un avvocato specializzato in atti di discriminazione oppure dai sindacati e decidi come procedere. Alla fine devi decidere se vale la pena intentare una causa.

-Proteggiti contro la discriminazione. Informati attraverso la comunità LGBTQ di cui fai parte, chiedi soprattutto consiglio alle donne transessuali. Recati ai consultori e ai gruppi di sostegno. Se sei vittima di una qualunque forma di discriminazione, chiedi aiuto a un amico fidato, a un membro della famiglia o a un attivista. Sii forte e permetti alle persone che ti sono vicine di aiutarti ad attraversare questa brutta situazione.

Consigli

  • Non è mai troppo tardi per iniziare la transizione. Anche se sei adulta puoi iniziare il processo e avere un ottimo aspetto!
  • Per alcuni periodi avrai il seno e i capezzoli gonfi, la soglia del dolore è una questione individuale, ma cerca di seguire una dieta sana e non metterti a dieta durante la terapia, in modo che i dosaggi ormonali abbiano pieno effetto.

Avvertenze

  • Se devi curarti da sola (cosa assolutamente sconsigliata, ma praticata da molte persone a causa dei costi molto elevati delle terapie), fai delle ricerche accurate.
  • Non interrompere la terapia ormonale sostitutiva, a meno che il medico non ti abbia detto di farlo; un trattamento discontinuo danneggia il sistema endocrino.
  • Condividere:
BLOG
Ringiovanire il collo con il lifting
Ringiovanire il collo con il lifting

Ringiovanire il collo con il lifting

Lifting collo, la procedura per rassodare il collo rilassato

 

Per rassodare efficacemente il collo ed eliminare cedimenti e lassità di questa zona, è questo l’intervento indicato. Il lifting del collo – una procedura parziale del lifting del viso – pone particolare attenzione alla naturalezza del risultato, con una scarsa visibilità delle cicatrici praticamente.

 

Questa procedura è finalizzata alla correzione degli inestetismi dovuti all’eccesso cutaneo nella zona mandibolare, sotto mento e collo. Tali eccessi di tessuto cutaneo spesso sono dovuti al normale invecchiamento del paziente e alla conseguente minore tonicità della pelle. Altre volte però il rilassamento è dovuto al “modello” morfologico del paziente che presenta già in giovane età una mandibola meno marcata rispetto alla media.

 

L’accumulo adiposo nel sottomento – pesando direttamente sulla pelle – fa pendere il tessuto creando un pseudo rilassamento cutaneo.

 

Il lifting del collo rassoda l’area interessata e rende l’aspetto del viso più giovanile e gradevole.

 

Lifting collo

Lifting collo: Inestetismo corretti

 

Lifting collo: Paziente adatto a questo intervento?

Il lifting collo è la procedura di chirurgia estetica del viso eseguita per correggere inestetismi a carico della zona della mandibola, del sottomento e del collo. Il paziente candidato a questa procedura deve presentare uno o più dei seguenti inestetismi:

 

Eccesso cutaneo

Collo pendulo

Mandibola non definita

Collo di tacchino

Doppio mento cutaneo

Pelle rugosa e con pieghe profonde

Dal punto di vista medico il paziente interessato al lifting collo deve avere uno stato di salute buono, compatibile con lo sforzo chirurgico e l’anestesia. Dovrà sottoporsi agli esami clinici (elettrocardiogramma e esami del sangue). Non deve essere soggetto alla cicatrizzazione ipertrofica o alla formazione di cheloidi. E’ opportuno che non fumi e non assuma farmaci che rendono il sangue più fluido (anticoagulanti). Durante la raccolta dell’anamnesi il chirurgo estetico dovrà essere informato da parte del paziente su farmaci assunti, malattie passate e presenti, interventi subiti e ogni altra informazioni utile per inquadrare clinicamente il candidato.

 

Dal punto di vista psicologico è fondamentale che il paziente sia maturo ed in grado di dare un consenso informato consapevole all’intervento desiderato. Il candidato dovrà avere aspettative realistiche in merito al risultato desiderato.

 

Lifting collo: Intervento

La procedura di lifting della zona del collo prevede una incisione che parte da dietro il lobo dell’orecchio, segue il padiglione auricolare verso l’alto, segue successivamente l’attaccatura dei capelli verso il basso. Tale incisione permette di scollare il tessuto cutaneo dalla fascia muscolare verso la mandibola e sottomento. Una volta scollata la pelle si rassoda la parete muscolare e si procede con lo scivolamento della cute verso i lati. Risulterà da tale manovra un’eccesso cutaneo che sarà rimosso. I conseguenti lembi verranno quindi suturati per piani per contrastare la trazione meccanica tipica della zona e potenzialmente causa di cicatrici esteticamente non gradevoli. Conclusa la sutura dei lembi, la zona interessata viene protetta da  un bendaggio compressivo che dovrà essere mantenuto per alcuni giorni.

 

Lifting collo: Anestesia

Alla nostra Clinica  gli interventi di chirurgia estetica del viso vengo eseguiti in sicurezza e massimo comfort con una tecnica anestesiologica moderna e poco invasiva. La procedura di lifting collo si esegue in anestesia locale e sedazione venosa profonda. Ciò consente al paziente di non avvertire alcun dolore durante l’atto operatorio, di non essere sveglio durante la chirurgia, di respirare in maniera autonoma senza dover essere intubato e di avere una ripresa post operatoria immediata. L’infiltrazione dell’anestetico locale prevede anche l’uso di epinefrina, farmaco vaso costrittore che riduce l’afflusso di sangue nell’area interessata e rende di conseguenza il lifting molto meno cruento.

 
ULTHERAPY- Il lifting non chirurgico
ULTHERAPY- Il lifting non chirurgico

L’azione di Ultherapy

Come funziona il lifting non chirurgico.

 

Il protocollo Ultherapy si basa sulla capacità fisica degli ultrasuoni di riscaldare i tessuti alla profondità e alla temperatura ideali per riattivare un naturale processo chiamato neocollagenesi. Le vecchie fibre collagene indebolite dall’invecchiamento vengono gradualmente sostituite dalle nuove, determinando così una rigenerazione profonda della pelle e un effetto lifting naturale e duraturo.

 

Rigenera la pelle in profondità

Ultherapy agisce a profondità prima raggiungibili solo con la chirurgia. Grazie alla visualizzazione ecografica brevettata, gli ultrasuoni possono essere direzionati con precisione a diverse profondità, senza interessare la superficie della pelle. Così l’azione si può concentrare dove la lassità cutanea ha origine, massimizzando l’efficacia del trattamento.

Massima precisione, massima efficacia

Grazie alla sua tecnologia unica e brevettata Ultherapy agisce con estrema precisione garantendo il massimo risultato con la minore invasività. Riscaldando la pelle in minuscoli esatti punti, Ultherapy stimola la rigenerazione ottimale e garantisce comfort, sicurezza ed efficacia clinicamente provati.

 

 

Una sola seduta, zero tempi di recupero

Procedura lifting non chirurgico Ultherapy.

 

Il lifting a ultrasuoni microfocalizzati Ultherapy prevede un’unica seduta di trattamento per riattivare la produzione di collagene e rigenerare la pelle in profondità. La procedura si svolge in ambulatorio senza anestesia, senza bisturi e senza aghi: potrai tornare sin da subito alle tue normali attività. Terminata la seduta potrai notare una sensazione di turgore, ma il vero effetto lifting compare progressivamente nell’arco di 2-3 mesi, man mano che il tuo organismo avrà rigenerato le fibre collagene.

Il primo lifting non chirurgico non è un sogno, è scienza

Ultherapy è il primo e unico lifting a ultrasuoni microfocalizzati approvato FDA che rigenera la tua pelle in profondità, rendendola più tonica, compatta e levigata, senza bisturi né aghi. L’efficacia e la sicurezza di Ultherapy – l’unico protocollo con guida ecografica – sono documentate da oltre 90 studi clinici e pubblicazioni scientifiche e riconosciute a livello internazionale dalla CE e dal rigoroso ente di controllo statunitense FDA. Ad oggi 1.000.000 di pazienti nel mondo ha già scelto gli ultrasuoni di Ultherapy per il lifting non chirurgico di viso, collo e décolleté.

 

Senza bisturi ne aghi zero tempo di ricupero risultati naturali.

Rinoplastica
Rinoplastica

Cos'è la rinoplastica?

La rinoplastica è l’intervento finalizzato a modificare forma e dimensioni del naso esterno. Viene definita completa se finalizzata a modificare tutte e tre le componenti del naso esterno: arco superiore (volta ossea), arco intermedio (volta cartilaginea) e arco inferiore (punta). Per rinoplastica parziale si intende un intervento limitato a una delle 3 componenti del naso esterno (p.e. la correzione della gobba del naso che modifica l'arco superiore e/o quello intermedio).

In alcuni casi la rinoplastica può essere associata alla necessità di intervenire sul setto nasale (cosidetta Settoplastica) nel caso ci sia una alterazione della respirazione nasale dovuta ad una malposizione o devazione del setto nasale di origine malformativa o post-traumatica.

 

Sei un candidato idoneo per la rinoplastica?

Certamente la presenza di malattie importanti a carico di apparati e organi vitali, oppure di patologie che determinano un rischio anestesiologico elevato rappresentano contro-indicazioni a un intervento “elettivo” come la rinoplastica.

Infezioni acute delle vie aeree (sinusiti, faringo-tonsilliti, tracheo-bronchiti) nei giorni immediatamente precedenti l'intervento vanno tempestivamente comunicate al chirurgo in modo che l’intervento venga posticipato a guarigione avvenuta.

 

E’ fondamentale riferire al chirurgo eventuale assunzione di farmaci anti-coagulanti, aspirina o altri farmaci antinfiammatori in modo che si possa rimodulare la terapia.

 

Il candidato ideale all’intervento di rinoplastica è una persona sana, psicologicamente stabile e con aspettative realistiche. La stragrande maggioranza dei pazienti che richiedono consulto per rinoplastica hanno caratteristiche vicine al candidato ideale.

 

Tuttavia, il chirurgo deve avere acquisito esperienza specifica nell’identificare una tipologia di pazienti, che presentano disturbi (anche lievi) della personalità consistenti in una visione distorta della propria immagine corporea.

Questa categoria di pazienti (statisticamente, il 5% dei pazienti che chiedono un consulto per rinoplastica) è particolarmente a rischio di insoddisfazione post-intervento, e in alcuni casi è auspicabile sconsigliare la chirurgia al paziente.

Candidato idoneo alla rinoplastica è il paziente adeguatamente e onestamente informato dal chirurgo prescelto sulle possibilità e limiti dell’intervento, che sono naturalmente in relazione sia all’entità del difetto da correggere che alla maturità tecnica e all’esperienza dell’operatore.

 

L’etica professionale guiderà il chirurgo a esplicitare, già al momento della prima consultazione, che in un limitato numero di casi possano residuare imperfezioni (per esempio, irregolarità del dorso, asimmetrie della punta, malposizione della columella) che necessitano una correzione secondaria a distanza di tempo variabile. Il paziente che non accetta tale (per quanto rara) eventualità non è sicuramente un candidato idoneo alla rinoplastica. L’idoneità all’intervento è certamente influenzata dall’età.

 

L’indicazione alla rinoplastica negli adolescenti è legata non solo allo sviluppo e alla crescita dell’adolescente (generalmente, 16 anni per le ragazze, 17-18 anni per i ragazzi), ma anche al grado di maturità psicologica dell’adolescente: quindi l’idoneità va valutata caso per caso, e in collaborazione con i genitori.

 

Differente è il caso delle deformità nasali nel bambino con ostruzione respiratoria nasale totale o sub-totale, una condizione che determina anche disordini respiratori nel sonno importanti, alterazioni della crescita dello scheletro facciale e della cavità orale, e infezioni ricorrenti delle vie aeree inferiori. Per quanto un atteggiamento di monitoraggio (“wait and see”) sia preferibile, in alcuni casi è indispensabile effettuare una chirurgia a invasività minima per ripristinare un certo grado di funzionalità respiratoria nasale, in attesa di “riprendere” il problema al raggiungimento dell’età idonea.

 

La rinoplastica della terza età è una forte crescita, sia per ragioni psicologiche (partner più giovane) che motivi funzionali (miglioramento sostanziale della respirazione sollevando la punta e/o stabilizzando le ali). Le tecniche sono naturalmente differenti dalla rinoplastica “classica”. La rinoplastica “della terza età” è pertanto una procedura sicura se il paziente e in buone condizioni generali di salute e fortemente motivato.

 

Prima della rinoplastica

E’ evidente che una diagnosi corretta degli aspetti estetici e funzionale rappresenta la premessa indispensabile per programmare tipologia ed estensione dell’intervento allo scopo di ottenere il miglior risultato possibile.

 

Pertanto, la fase pre-operatoria deve essere sistematica e deve essere finalizzata a:

 

  1. a) Diagnosi funzionale. L’ostruzione nasale non dipende solo da una malposizione del setto nasale, ma anche da altri fattori anatomici e funzionali che devono essere precisamente diagnosticati prima dell’intervento con una accurata valutazione endoscopica delle cavità nasali e – in casi selezionati – anche da una TC del massiccio facciale ed eventualmente da un esame funzionale nasale.

 

  1. b) Diagnosi estetica. Viene effettuata su una serie di foto pre-operatorie nelle pose standard. Progettare un nuovo naso implica una analisi sofisticata dei vari parametri estetici. Tra i più significativi, vanno considerati posizione e profondità della radice, altezza del dorso, rotazione e proiezione della punta, ampiezza dell’angolo tra columella e labbro inferiore, volume e definizione della punta, grado di simmetria dei 3 archi della piramide nasale, posizione della columella, larghezza delle ali. Esistono software dedicati che permettono il calcolo di questi parametri e che “aiutano” l’occhio del chirurgo (elemento chiave in questa chirurgia) nella definizione dettagliata dei difetti estetici da correggere.

 

La rinoplastica cambia non solo il naso, ma determina anche modifiche nel modo in cui l’occhio percepisce la relazione reciproca delle varie unità estetiche del viso. La posizione del mento, per esempio, è un elemento tanto importante quanto trascurato nell’ottenimento di un profilo attraente.

 

Molti chirurghi usano simulazioni per discutere differenti ipotesi di risultati. Per quanto non possano essere considerate garanzia di risultato, le simulazioni – se correttamente utilizzate – rappresentano un valido strumento per definire un obiettivo ad elevata probabilità di realizzazione, da condividere con il paziente durante una specifica consultazione pre-operatoria.

 

Prima dell’intervento, andranno eseguiti esami pre-operatori (in linea di massima: sangue, urine, ECG ed eventuale visita cardiologica).

La fase pre-operatoria si conclude con la firma del consenso informato: al paziente viene richiesto di apporree la propria firma al consenso informato specifico per rinoplastica/settorinoplastica, dopo aver avuto dal chirurgo tutti i chiarimenti su tipologia di intervento, potenziali rischi, possibili complicazioni, e modalità di gestione di eventuale ritocco.

Tecnica dell’intervento

La rinoplastica può essere effettuata con approccio endonasale (chiuso) oppure esterno (open). Nella rinoplastica esterna, l’ingresso chirurgico al naso viene effettuato attraverso una incisione sulla columella, il pilastro che divide le due narici. Nella rinoplastica endonasale (chiusa), le incisioni vengono attuate all’interno della cavità nasale, nella prima porzione di essa (vestibolo nasale). Le due tipologie di approccio hanno indicazioni differenti, ed entrambe hanno svantaggi e svantaggi. In ultima analisi, la qualità del risultato finale è legata alle qualità del chirurgo (esperienza, abilità tecnica, talento) piuttosto che alla tipologia di approccio.

 

La rinoplastica può essere eseguita in anestesia generale o in anestesia locale con sedazione.

Nel caso in cui l’intervento comporti un lavoro esteso sul setto nasale, si usano speciali suture sul setto (“quilting sutures”) e il paziente viene dimesso senza tamponi.

Nei casi in cui il lavoro sul setto sia esteso, vengono collocati soffici tamponi di cellulosa rivestita da una lamina di silicone, che rende la rimozione dei tamponi scarsamente dolorosa. Il tamponamento viene mantenuto per 24-48 ore.

Durante l'analisi facciale, vengono valutate le proporzioni seguenti:

Dopo l’intervento

Dopo l’intervento, sono generalmente presenti aree di gonfiore e di ematomi, variabili da caso a caso, anche intorno alla regione nasale. Possono essere intensi nelle prime 72 ore, a seconda della tipologia di intervento e della reazione individuale. in generale decrescono rapidamente.

 

Il dolore post-operatorio è generalmente ben tollerato, e comunque adeguatamente controllato con farmaci anti-dolorifici. Occorre limitare il fumo almeno nelle due settimane prima dell'intervento e per il periodo di recupero.

 

E’ indispensabile organizzare il rientro a casa accompagnati. E’ consigliabile la presenza di un accompagnatore nei primi giorni dopo la dimissione dalla clinica.

Dopo l’intervento, viene programmata la prima medicazione a distanza di circa una settimana per la rimozione della protezione rigida sul naso e per la medicazione del naso interno. Alcuni chirurghi applicano una seconda cerottazione più leggera da rimuovere a distanza di altri 5-7 giorni.

 

Come scegliere il chirurgo

E’ fondamentale scegliere un chirurgo con una competenza specifica e una esperienza pluriennale nel settore della rinoplastica.

 

E’ consigliabile non considerare il costo come l’unico criterio, o il criterio fondamentale nella scelta del chirurgo. Nella valutazione dei costi complessivi, tener presente che i costi variano in relazione non solo alla specializzazione e al “nome” del chirurgo, ma anche in relazione alla qualità dei servizi e della tecnologia della clinica in cui il chirurgo opera.

 

Quando possibile, è auspicabile ottenere 2 o 3 diverse opinioni di chirurghi esperti e rispettati. In tal modo la scelta sarà più consapevole. La scelta del chirurgo ha anche una rilevante componente emozionale, legata alla fiducia e alla empatia che si stabiliscono dopo la prima consultazione personale con il chirurgo.

 

La scelta non deve essere affrettata. Il sito web del professionista è, in generale, fonte di informazioni preziose: curriculum, specializzazioni, rinomanza nazionale e internazionale, attività di insegnamento, pubblicazioni scientifiche su riviste di prestigio.

 

Sempre sul sito, nella Galleria dei risultati “prima e dopo”, è fondamentale verificare che il chirurgo abbia gusti estetici vicini ai propri.

 

Quanto dura l'effetto della rinoplastica?

I risultati della rinoplastica sono duraturi. Il risultato è da considerarsi stabilmente definitivo mediamente a distanza di un anno dall’intervento. Nei pazienti con pelle spessa i tempi di assestamento possono essere più lunghi di 12 mesi, soprattutto nei casi in cui la chirurgia sia stata estesa.

 

 

Blefaroplastica
Blefaroplastica

CHE COS’È LA BLEFAROPLASTICA?

La blefaroplastica, più comunemente nota come chirurgia estetica delle palpebre, è una procedura chirurgica che consente di correggere difetti quali palpebre superiori cadenti, borse di grasso e occhiaie che rendono lo sguardo affaticato, invecchiando la fisionomia del volto e interferendo talvolta con la vista. La belfaroplastica consiste nella rimozione chirurgica di cute e grasso in eccesso localizzati nelle palpebre superiori e inferiori (blefaroplastica inferiore e blefaroplastica superiore) e nel riposizionamento del sopracciglio cadente.

 

LA BLEFAROPLASTICA SUPERIORE

La blefaroplastica superiore è un intervento che consiste nell’ asportazione dell’eccesso di pelle e nella rimozione delle borse di grasso che si trovano nella regione palpebrale superiore.

Questo intervento può essere eseguito in day hospital, sia in anestesia locale che in anestesia generale, e ha una durata di circa 30 minuti.

L’intervento di blefaroplastica superiore termina con dei sottilissimi punti che vengono rimossi dopo 3-4 giorni dall’intervento e con una cicatrice praticamente invisibile che si localizza nella piega palpebrale superiore.

L’intervento è indolore e dopo 7-10 giorni la paziente può tornare a svolgere tutte le attività lavorative e sociali senza particolari segni o esiti.

LA BLEFAROPLASTICA INFERIORE

La blefaroplastica inferiore è un intervento un po’ più complesso della blefaroplastica superiore e anch’esso può essere eseguito in day hospital, in anestesia locale oppure in anestesia generale.

Nella blefaroplastica inferiore viene praticata una incisione nel bordo sotto ciliare attraverso la quale vengono rimodellate le tre borse di grasso che sono localizzate in questa regione e l’eccesso di cute e di muscolo che possono contribuire a determinare un difetto estetico che necessita di correzione.

Anche l’intervento di blefaroplastica inferiore comporta l’esito di una piccolissima cicatrice che però è praticamente invisibile, e questo tipo di intervento è assolutamente indolore.

La ripresa della normalità in questo caso è lievemente più lunga e necessitano circa due settimane per ritornare alla consueta attività lavorativa e sociale.

La blefaroplastica superiore e la blefaroplastica inferiore possono ovviamente essere associate fra di loro.

LA BLEFAROPLASTICA TRANSCONGIUNTIVALE

Una tecnica molto particolare e specifica solo della blefaroplastica inferiore è la blefaroplastica transcongiuntivale: questa tecnica consiste nella rimozione solo delle borse adipose inferiori tramite una incisione congiuntivale interna alla palpebra inferiore attraverso la quale è possibile rimodellare l’eccesso di grasso senza cicatrici cutanee esterne.

La tecnica della blefaroplastica transcongiuntivale è indicata per le persone che hanno solo eccesso di grasso senza necessità di rimodellamento della cute e del muscolo.

Con la blefaroplastica è anche possibile modificare la forma dello sguardo mediante il sollevamento e/o il riposizionamento dell’angolo laterale dell’occhio (cosiddetta cantoplastica e cantopessi).

Otoplastica – Orecchie a sventola
Otoplastica – Orecchie a sventola

L’otoplastica è un tipo di procedura di chirurgia estetica molto comune per i bambini e per gli adulti. La maggior parte dei pazienti di otoplastica ha un’età compresa tra i 4 e 14 anni, ma anche un certo numero di adolescenti e di adulti si sottopone a questa procedura. L’otoplastica può correggere dimensione del padiglione auricolare e la sua forma, cioè il difetto comunemente noto come “orecchie a sventola”. Inoltre è possibile correggere altri particolari dei padiglioni e dei lobi, ed eventuali asimmetrie dovute sia a difetti congeniti (la maggior parte dei casi), che a problemi acquisiti in seguito a traumi. Candidato all’ otoplastica

Il primo requisito per sottoporre il paziente a questo (o a qualunque intervento di chirurgia estetica) è che l’inestetismo comporti un disagio psicologico tale da compromettere la qualità della vita. Solo gli inestetismi che disturbano l’ equilibrio psico – sociale del paziente meritano l’attenzione del chirurgo estetico.

 

Il paziente deve avere uno stato di salute buono. Tale circostanza sarà verificata da esami clinici che dovranno attestare la compatibilità del paziente con l’atto chirurgico.

Il paziente candidato all’ otoplastica presenta uno o più dei seguenti fattori:

 

  • orecchie a sventola
  • orecchie asimmetriche
  • orecchie troppo grandi
  • padiglioni dismorfici
  • lobi troppo grandi o lesionati

L’ intervento è consigliabile già in eta pediatrica perché comporta evidenti vantaggi per l’interazione sociale ed i risultati nel lungo periodo non risultano compromessi dall’ operazione precoce.

 

I bambini che soffrono dell’ inestetismo delle orecchie a sventola vengono costantemente derisi dai compagni e amichetti subendo quindi pesanti conseguenze sotto il profilo psicologico. Ciò può determinare danni permanenti alla loro personalità. L’ intervento di otoplastica permette al piccolo paziente di svilupparsi serenamente evitando da subito ogni disagio psicologico.

 

Un ricerca medica sull’ otoplastica pediatrica ha dimostrato inoltre che il successivo sviluppo fisico non disturba la formo dell’ orecchio per cui non ci sono motivi per posticipare l’ intervento. Va chiarito inoltre che non esiste la possibilità che con il tempo le orecchie si “sistemino” spontaneamente.

 

Otoplastica intervento

La tecnica d’ intervento della chirurgia estetica delle orecchie presenta le seguenti fasi:

 

Anestesia

 

La procedura viene eseguita in anestesia locale e sedazione. L’ anestesista di provata esperienza – dopo aver riconvalidato gli esami clinici di routine – procede con la sedazione del paziente e la successiva infiltrazione del farmaco anestetico. Lo specialista in anestesia – presente durante tutto l’intervento chirurgico – procede quindi con il monitoraggio continuo dei parametri vitali fino alla ripresa completa del paziente.

 

Incisione cutanea

 

Il chirurgo estetico procede con l’incisione – come da illustrazione – in maniera tale da poter accedere alla cartilagine auricolare dalla zona posteriore dell’ orecchio.

Piega cartilaginea

 

La cartilagine viene segnata con il bisturi e poi piegata per formare la piega assente o insufficiente. Di norma la piega chiamata antelice va formata per consentire all’ orecchio di ridurre la sua sporgenza.

 

Sutura

 

La nuova piega cartilaginea viene poi suturata con speciali fili di sutura che dovranno garantire una prolungata stabilità statica. Successivamente si procede con la sutura della cute.

 

Bendaggio

 

Infine viene bendata la parte superiore della testa con la finalità di supportare la nuova forma auricolare e di proteggere la zona operata.

 

L ‘ intervento di otoplastica non richiede il ricovero ed il paziente dopo qualche ora potrà tornare a casa.

 

Otoplastica: Tecnica d

Otoplastica: Anestesia locale

La procedura di otoplastica viene eseguita in anestesia locale con sedazione modulata. Questo protocollo d’ anestesia consente al paziente di non sentire dolore, non essere vigile durante l’atto chirurgico e beneficiare di una ripresa post operatoria immediata.

 

L’ anestesia locale, essendo molto meno invasiva dell’ anestesia generale, garantisce livelli di sicurezza elevati per quanto riguarda complicanze specifiche. Ciò nonostante il paziente dovrà sottoporsi ai necessari test clinici prima di procedere con l’ intervento.

 

Alla Euromedical Laser la sicurezza del paziente è prima di tutto e di conseguenza la procedura – anche se nel caso dell’ otoplastica si tratta di un piccolo intervento – avviene con la presenza costante di un anestesista con pluriennale esperienza e dotato di tutti i dispositivi medici per far fronte a qualunque problema operatorio.

 

Otoplastica bambino

La tecnica anestesiologica (locale+sedazione) è adatta anche per i pazienti in età pediatrica.

 

Otoplastica: Post operatorio

Al termine della procedura chirurgica, la testa viene fasciata con un bendaggio elastico che tiene controllato il gonfiore e protegge per i primi giorni la zona dagli urti, favorendo la cicatrizzazione dei padiglioni secondo la forma ottimale.

 

Il chirurgo consiglia una serie di comportamenti da tenere per favorire la guarigione, che in genere comporta disagi minimi e un dolore leggero controllabile con antidolorifici. Quando i pazienti tornano per il controllo dopo alcuni giorni, il bendaggio viene sostituito e alleggerito.

 

Il lavoro può essere ripreso già dopo una settimana, mentre è bene che i bambini si astengano dalla scuola per un paio di settimane o anche più, in modo da evitare colpi accidentali che possono compromettere l’esito estetico dell’otoplastica.

 

 

Otoplastica: Risultato

L’ otoplastica comporta la correzione delle orecchie a sventola e cioè l’ eccessiva sporgenza delle orecchie viene ridotta avvicinando i padiglioni auricolari alla testa. Questo risultato è da ritenersi permanente dopo le prime settimane dall’ intervento durante le quali è possibile che si verifiche la complicanza della riformazione del difetto estetico. Per evitare questo rischio i punti chirurgici che modellano la cartilagine vengono tolti solo dopo 21 giorni.

 

Il risultato dal punto di vista psicologico – principalmente nei bambini – è sorprendente perché così come le orecchie a sventola sono un inestetismo che rende il viso buffo, le orecchie filanti rendono il viso snello e dinamico. I pazienti in età pediatrica esperimentano un elevato miglioramento dell’autostima e della sicurezza personale dopo la correzione dell’inestetismo auricolare.

 

Rischi e complicanze

Le complicanze sono possibili e comuni in tutti gli interventi chirurgici, sebbene l’otoplastica sia uno dei più sicuri. Rare sono le eventualità di ecchimosi o infezione della cartilagine auricolare, comunque risolvibili piuttosto semplicemente. La possibilità non frequente che si formi tessuto ipertrofico sulla cicatrice è comunque una complicanza che non porta gravi danni estetici, poiché l’incisione viene realizzata dietro l’orecchio, quindi in una zona non visibile.

 

La corretta erogazione delle informazioni in sede di visita medica è la base per la formazione del consenso informato e consapevole del paziente. Oltre il 50% dei pazienti operati di otoplastica sono minorenni. Per questi pazienti il consenso informato è delegato ai genitori che dovranno firmare il relativo documento.

 

 

Top