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Ringiovanire il collo con il lifting
Ringiovanire il collo con il lifting

Ringiovanire il collo con il lifting

Lifting collo, la procedura per rassodare il collo rilassato

 

Per rassodare efficacemente il collo ed eliminare cedimenti e lassità di questa zona, è questo l’intervento indicato. Il lifting del collo – una procedura parziale del lifting del viso – pone particolare attenzione alla naturalezza del risultato, con una scarsa visibilità delle cicatrici praticamente.

 

Questa procedura è finalizzata alla correzione degli inestetismi dovuti all’eccesso cutaneo nella zona mandibolare, sotto mento e collo. Tali eccessi di tessuto cutaneo spesso sono dovuti al normale invecchiamento del paziente e alla conseguente minore tonicità della pelle. Altre volte però il rilassamento è dovuto al “modello” morfologico del paziente che presenta già in giovane età una mandibola meno marcata rispetto alla media.

 

L’accumulo adiposo nel sottomento – pesando direttamente sulla pelle – fa pendere il tessuto creando un pseudo rilassamento cutaneo.

 

Il lifting del collo rassoda l’area interessata e rende l’aspetto del viso più giovanile e gradevole.

 

Lifting collo

Lifting collo: Inestetismo corretti

 

Lifting collo: Paziente adatto a questo intervento?

Il lifting collo è la procedura di chirurgia estetica del viso eseguita per correggere inestetismi a carico della zona della mandibola, del sottomento e del collo. Il paziente candidato a questa procedura deve presentare uno o più dei seguenti inestetismi:

 

Eccesso cutaneo

Collo pendulo

Mandibola non definita

Collo di tacchino

Doppio mento cutaneo

Pelle rugosa e con pieghe profonde

Dal punto di vista medico il paziente interessato al lifting collo deve avere uno stato di salute buono, compatibile con lo sforzo chirurgico e l’anestesia. Dovrà sottoporsi agli esami clinici (elettrocardiogramma e esami del sangue). Non deve essere soggetto alla cicatrizzazione ipertrofica o alla formazione di cheloidi. E’ opportuno che non fumi e non assuma farmaci che rendono il sangue più fluido (anticoagulanti). Durante la raccolta dell’anamnesi il chirurgo estetico dovrà essere informato da parte del paziente su farmaci assunti, malattie passate e presenti, interventi subiti e ogni altra informazioni utile per inquadrare clinicamente il candidato.

 

Dal punto di vista psicologico è fondamentale che il paziente sia maturo ed in grado di dare un consenso informato consapevole all’intervento desiderato. Il candidato dovrà avere aspettative realistiche in merito al risultato desiderato.

 

Lifting collo: Intervento

La procedura di lifting della zona del collo prevede una incisione che parte da dietro il lobo dell’orecchio, segue il padiglione auricolare verso l’alto, segue successivamente l’attaccatura dei capelli verso il basso. Tale incisione permette di scollare il tessuto cutaneo dalla fascia muscolare verso la mandibola e sottomento. Una volta scollata la pelle si rassoda la parete muscolare e si procede con lo scivolamento della cute verso i lati. Risulterà da tale manovra un’eccesso cutaneo che sarà rimosso. I conseguenti lembi verranno quindi suturati per piani per contrastare la trazione meccanica tipica della zona e potenzialmente causa di cicatrici esteticamente non gradevoli. Conclusa la sutura dei lembi, la zona interessata viene protetta da  un bendaggio compressivo che dovrà essere mantenuto per alcuni giorni.

 

Lifting collo: Anestesia

Alla nostra Clinica  gli interventi di chirurgia estetica del viso vengo eseguiti in sicurezza e massimo comfort con una tecnica anestesiologica moderna e poco invasiva. La procedura di lifting collo si esegue in anestesia locale e sedazione venosa profonda. Ciò consente al paziente di non avvertire alcun dolore durante l’atto operatorio, di non essere sveglio durante la chirurgia, di respirare in maniera autonoma senza dover essere intubato e di avere una ripresa post operatoria immediata. L’infiltrazione dell’anestetico locale prevede anche l’uso di epinefrina, farmaco vaso costrittore che riduce l’afflusso di sangue nell’area interessata e rende di conseguenza il lifting molto meno cruento.

 
Dettagli
ULTHERAPY- Il lifting non chirurgico
ULTHERAPY- Il lifting non chirurgico

L’azione di Ultherapy

Come funziona il lifting non chirurgico.

 

Il protocollo Ultherapy si basa sulla capacità fisica degli ultrasuoni di riscaldare i tessuti alla profondità e alla temperatura ideali per riattivare un naturale processo chiamato neocollagenesi. Le vecchie fibre collagene indebolite dall’invecchiamento vengono gradualmente sostituite dalle nuove, determinando così una rigenerazione profonda della pelle e un effetto lifting naturale e duraturo.

 

Rigenera la pelle in profondità

Ultherapy agisce a profondità prima raggiungibili solo con la chirurgia. Grazie alla visualizzazione ecografica brevettata, gli ultrasuoni possono essere direzionati con precisione a diverse profondità, senza interessare la superficie della pelle. Così l’azione si può concentrare dove la lassità cutanea ha origine, massimizzando l’efficacia del trattamento.

Massima precisione, massima efficacia

Grazie alla sua tecnologia unica e brevettata Ultherapy agisce con estrema precisione garantendo il massimo risultato con la minore invasività. Riscaldando la pelle in minuscoli esatti punti, Ultherapy stimola la rigenerazione ottimale e garantisce comfort, sicurezza ed efficacia clinicamente provati.

 

 

Una sola seduta, zero tempi di recupero

Procedura lifting non chirurgico Ultherapy.

 

Il lifting a ultrasuoni microfocalizzati Ultherapy prevede un’unica seduta di trattamento per riattivare la produzione di collagene e rigenerare la pelle in profondità. La procedura si svolge in ambulatorio senza anestesia, senza bisturi e senza aghi: potrai tornare sin da subito alle tue normali attività. Terminata la seduta potrai notare una sensazione di turgore, ma il vero effetto lifting compare progressivamente nell’arco di 2-3 mesi, man mano che il tuo organismo avrà rigenerato le fibre collagene.

Il primo lifting non chirurgico non è un sogno, è scienza

Ultherapy è il primo e unico lifting a ultrasuoni microfocalizzati approvato FDA che rigenera la tua pelle in profondità, rendendola più tonica, compatta e levigata, senza bisturi né aghi. L’efficacia e la sicurezza di Ultherapy – l’unico protocollo con guida ecografica – sono documentate da oltre 90 studi clinici e pubblicazioni scientifiche e riconosciute a livello internazionale dalla CE e dal rigoroso ente di controllo statunitense FDA. Ad oggi 1.000.000 di pazienti nel mondo ha già scelto gli ultrasuoni di Ultherapy per il lifting non chirurgico di viso, collo e décolleté.

 

Senza bisturi ne aghi zero tempo di ricupero risultati naturali.

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Rinoplastica
Rinoplastica

Cos'è la rinoplastica?

La rinoplastica è l’intervento finalizzato a modificare forma e dimensioni del naso esterno. Viene definita completa se finalizzata a modificare tutte e tre le componenti del naso esterno: arco superiore (volta ossea), arco intermedio (volta cartilaginea) e arco inferiore (punta). Per rinoplastica parziale si intende un intervento limitato a una delle 3 componenti del naso esterno (p.e. la correzione della gobba del naso che modifica l'arco superiore e/o quello intermedio).

In alcuni casi la rinoplastica può essere associata alla necessità di intervenire sul setto nasale (cosidetta Settoplastica) nel caso ci sia una alterazione della respirazione nasale dovuta ad una malposizione o devazione del setto nasale di origine malformativa o post-traumatica.

 

Sei un candidato idoneo per la rinoplastica?

Certamente la presenza di malattie importanti a carico di apparati e organi vitali, oppure di patologie che determinano un rischio anestesiologico elevato rappresentano contro-indicazioni a un intervento “elettivo” come la rinoplastica.

Infezioni acute delle vie aeree (sinusiti, faringo-tonsilliti, tracheo-bronchiti) nei giorni immediatamente precedenti l'intervento vanno tempestivamente comunicate al chirurgo in modo che l’intervento venga posticipato a guarigione avvenuta.

 

E’ fondamentale riferire al chirurgo eventuale assunzione di farmaci anti-coagulanti, aspirina o altri farmaci antinfiammatori in modo che si possa rimodulare la terapia.

 

Il candidato ideale all’intervento di rinoplastica è una persona sana, psicologicamente stabile e con aspettative realistiche. La stragrande maggioranza dei pazienti che richiedono consulto per rinoplastica hanno caratteristiche vicine al candidato ideale.

 

Tuttavia, il chirurgo deve avere acquisito esperienza specifica nell’identificare una tipologia di pazienti, che presentano disturbi (anche lievi) della personalità consistenti in una visione distorta della propria immagine corporea.

Questa categoria di pazienti (statisticamente, il 5% dei pazienti che chiedono un consulto per rinoplastica) è particolarmente a rischio di insoddisfazione post-intervento, e in alcuni casi è auspicabile sconsigliare la chirurgia al paziente.

Candidato idoneo alla rinoplastica è il paziente adeguatamente e onestamente informato dal chirurgo prescelto sulle possibilità e limiti dell’intervento, che sono naturalmente in relazione sia all’entità del difetto da correggere che alla maturità tecnica e all’esperienza dell’operatore.

 

L’etica professionale guiderà il chirurgo a esplicitare, già al momento della prima consultazione, che in un limitato numero di casi possano residuare imperfezioni (per esempio, irregolarità del dorso, asimmetrie della punta, malposizione della columella) che necessitano una correzione secondaria a distanza di tempo variabile. Il paziente che non accetta tale (per quanto rara) eventualità non è sicuramente un candidato idoneo alla rinoplastica. L’idoneità all’intervento è certamente influenzata dall’età.

 

L’indicazione alla rinoplastica negli adolescenti è legata non solo allo sviluppo e alla crescita dell’adolescente (generalmente, 16 anni per le ragazze, 17-18 anni per i ragazzi), ma anche al grado di maturità psicologica dell’adolescente: quindi l’idoneità va valutata caso per caso, e in collaborazione con i genitori.

 

Differente è il caso delle deformità nasali nel bambino con ostruzione respiratoria nasale totale o sub-totale, una condizione che determina anche disordini respiratori nel sonno importanti, alterazioni della crescita dello scheletro facciale e della cavità orale, e infezioni ricorrenti delle vie aeree inferiori. Per quanto un atteggiamento di monitoraggio (“wait and see”) sia preferibile, in alcuni casi è indispensabile effettuare una chirurgia a invasività minima per ripristinare un certo grado di funzionalità respiratoria nasale, in attesa di “riprendere” il problema al raggiungimento dell’età idonea.

 

La rinoplastica della terza età è una forte crescita, sia per ragioni psicologiche (partner più giovane) che motivi funzionali (miglioramento sostanziale della respirazione sollevando la punta e/o stabilizzando le ali). Le tecniche sono naturalmente differenti dalla rinoplastica “classica”. La rinoplastica “della terza età” è pertanto una procedura sicura se il paziente e in buone condizioni generali di salute e fortemente motivato.

 

Prima della rinoplastica

E’ evidente che una diagnosi corretta degli aspetti estetici e funzionale rappresenta la premessa indispensabile per programmare tipologia ed estensione dell’intervento allo scopo di ottenere il miglior risultato possibile.

 

Pertanto, la fase pre-operatoria deve essere sistematica e deve essere finalizzata a:

 

  1. a) Diagnosi funzionale. L’ostruzione nasale non dipende solo da una malposizione del setto nasale, ma anche da altri fattori anatomici e funzionali che devono essere precisamente diagnosticati prima dell’intervento con una accurata valutazione endoscopica delle cavità nasali e – in casi selezionati – anche da una TC del massiccio facciale ed eventualmente da un esame funzionale nasale.

 

  1. b) Diagnosi estetica. Viene effettuata su una serie di foto pre-operatorie nelle pose standard. Progettare un nuovo naso implica una analisi sofisticata dei vari parametri estetici. Tra i più significativi, vanno considerati posizione e profondità della radice, altezza del dorso, rotazione e proiezione della punta, ampiezza dell’angolo tra columella e labbro inferiore, volume e definizione della punta, grado di simmetria dei 3 archi della piramide nasale, posizione della columella, larghezza delle ali. Esistono software dedicati che permettono il calcolo di questi parametri e che “aiutano” l’occhio del chirurgo (elemento chiave in questa chirurgia) nella definizione dettagliata dei difetti estetici da correggere.

 

La rinoplastica cambia non solo il naso, ma determina anche modifiche nel modo in cui l’occhio percepisce la relazione reciproca delle varie unità estetiche del viso. La posizione del mento, per esempio, è un elemento tanto importante quanto trascurato nell’ottenimento di un profilo attraente.

 

Molti chirurghi usano simulazioni per discutere differenti ipotesi di risultati. Per quanto non possano essere considerate garanzia di risultato, le simulazioni – se correttamente utilizzate – rappresentano un valido strumento per definire un obiettivo ad elevata probabilità di realizzazione, da condividere con il paziente durante una specifica consultazione pre-operatoria.

 

Prima dell’intervento, andranno eseguiti esami pre-operatori (in linea di massima: sangue, urine, ECG ed eventuale visita cardiologica).

La fase pre-operatoria si conclude con la firma del consenso informato: al paziente viene richiesto di apporree la propria firma al consenso informato specifico per rinoplastica/settorinoplastica, dopo aver avuto dal chirurgo tutti i chiarimenti su tipologia di intervento, potenziali rischi, possibili complicazioni, e modalità di gestione di eventuale ritocco.

Tecnica dell’intervento

La rinoplastica può essere effettuata con approccio endonasale (chiuso) oppure esterno (open). Nella rinoplastica esterna, l’ingresso chirurgico al naso viene effettuato attraverso una incisione sulla columella, il pilastro che divide le due narici. Nella rinoplastica endonasale (chiusa), le incisioni vengono attuate all’interno della cavità nasale, nella prima porzione di essa (vestibolo nasale). Le due tipologie di approccio hanno indicazioni differenti, ed entrambe hanno svantaggi e svantaggi. In ultima analisi, la qualità del risultato finale è legata alle qualità del chirurgo (esperienza, abilità tecnica, talento) piuttosto che alla tipologia di approccio.

 

La rinoplastica può essere eseguita in anestesia generale o in anestesia locale con sedazione.

Nel caso in cui l’intervento comporti un lavoro esteso sul setto nasale, si usano speciali suture sul setto (“quilting sutures”) e il paziente viene dimesso senza tamponi.

Nei casi in cui il lavoro sul setto sia esteso, vengono collocati soffici tamponi di cellulosa rivestita da una lamina di silicone, che rende la rimozione dei tamponi scarsamente dolorosa. Il tamponamento viene mantenuto per 24-48 ore.

Durante l'analisi facciale, vengono valutate le proporzioni seguenti:

Dopo l’intervento

Dopo l’intervento, sono generalmente presenti aree di gonfiore e di ematomi, variabili da caso a caso, anche intorno alla regione nasale. Possono essere intensi nelle prime 72 ore, a seconda della tipologia di intervento e della reazione individuale. in generale decrescono rapidamente.

 

Il dolore post-operatorio è generalmente ben tollerato, e comunque adeguatamente controllato con farmaci anti-dolorifici. Occorre limitare il fumo almeno nelle due settimane prima dell'intervento e per il periodo di recupero.

 

E’ indispensabile organizzare il rientro a casa accompagnati. E’ consigliabile la presenza di un accompagnatore nei primi giorni dopo la dimissione dalla clinica.

Dopo l’intervento, viene programmata la prima medicazione a distanza di circa una settimana per la rimozione della protezione rigida sul naso e per la medicazione del naso interno. Alcuni chirurghi applicano una seconda cerottazione più leggera da rimuovere a distanza di altri 5-7 giorni.

 

Come scegliere il chirurgo

E’ fondamentale scegliere un chirurgo con una competenza specifica e una esperienza pluriennale nel settore della rinoplastica.

 

E’ consigliabile non considerare il costo come l’unico criterio, o il criterio fondamentale nella scelta del chirurgo. Nella valutazione dei costi complessivi, tener presente che i costi variano in relazione non solo alla specializzazione e al “nome” del chirurgo, ma anche in relazione alla qualità dei servizi e della tecnologia della clinica in cui il chirurgo opera.

 

Quando possibile, è auspicabile ottenere 2 o 3 diverse opinioni di chirurghi esperti e rispettati. In tal modo la scelta sarà più consapevole. La scelta del chirurgo ha anche una rilevante componente emozionale, legata alla fiducia e alla empatia che si stabiliscono dopo la prima consultazione personale con il chirurgo.

 

La scelta non deve essere affrettata. Il sito web del professionista è, in generale, fonte di informazioni preziose: curriculum, specializzazioni, rinomanza nazionale e internazionale, attività di insegnamento, pubblicazioni scientifiche su riviste di prestigio.

 

Sempre sul sito, nella Galleria dei risultati “prima e dopo”, è fondamentale verificare che il chirurgo abbia gusti estetici vicini ai propri.

 

Quanto dura l'effetto della rinoplastica?

I risultati della rinoplastica sono duraturi. Il risultato è da considerarsi stabilmente definitivo mediamente a distanza di un anno dall’intervento. Nei pazienti con pelle spessa i tempi di assestamento possono essere più lunghi di 12 mesi, soprattutto nei casi in cui la chirurgia sia stata estesa.

 

 

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Blefaroplastica
Blefaroplastica

CHE COS’È LA BLEFAROPLASTICA?

La blefaroplastica, più comunemente nota come chirurgia estetica delle palpebre, è una procedura chirurgica che consente di correggere difetti quali palpebre superiori cadenti, borse di grasso e occhiaie che rendono lo sguardo affaticato, invecchiando la fisionomia del volto e interferendo talvolta con la vista. La belfaroplastica consiste nella rimozione chirurgica di cute e grasso in eccesso localizzati nelle palpebre superiori e inferiori (blefaroplastica inferiore e blefaroplastica superiore) e nel riposizionamento del sopracciglio cadente.

 

LA BLEFAROPLASTICA SUPERIORE

La blefaroplastica superiore è un intervento che consiste nell’ asportazione dell’eccesso di pelle e nella rimozione delle borse di grasso che si trovano nella regione palpebrale superiore.

Questo intervento può essere eseguito in day hospital, sia in anestesia locale che in anestesia generale, e ha una durata di circa 30 minuti.

L’intervento di blefaroplastica superiore termina con dei sottilissimi punti che vengono rimossi dopo 3-4 giorni dall’intervento e con una cicatrice praticamente invisibile che si localizza nella piega palpebrale superiore.

L’intervento è indolore e dopo 7-10 giorni la paziente può tornare a svolgere tutte le attività lavorative e sociali senza particolari segni o esiti.

LA BLEFAROPLASTICA INFERIORE

La blefaroplastica inferiore è un intervento un po’ più complesso della blefaroplastica superiore e anch’esso può essere eseguito in day hospital, in anestesia locale oppure in anestesia generale.

Nella blefaroplastica inferiore viene praticata una incisione nel bordo sotto ciliare attraverso la quale vengono rimodellate le tre borse di grasso che sono localizzate in questa regione e l’eccesso di cute e di muscolo che possono contribuire a determinare un difetto estetico che necessita di correzione.

Anche l’intervento di blefaroplastica inferiore comporta l’esito di una piccolissima cicatrice che però è praticamente invisibile, e questo tipo di intervento è assolutamente indolore.

La ripresa della normalità in questo caso è lievemente più lunga e necessitano circa due settimane per ritornare alla consueta attività lavorativa e sociale.

La blefaroplastica superiore e la blefaroplastica inferiore possono ovviamente essere associate fra di loro.

LA BLEFAROPLASTICA TRANSCONGIUNTIVALE

Una tecnica molto particolare e specifica solo della blefaroplastica inferiore è la blefaroplastica transcongiuntivale: questa tecnica consiste nella rimozione solo delle borse adipose inferiori tramite una incisione congiuntivale interna alla palpebra inferiore attraverso la quale è possibile rimodellare l’eccesso di grasso senza cicatrici cutanee esterne.

La tecnica della blefaroplastica transcongiuntivale è indicata per le persone che hanno solo eccesso di grasso senza necessità di rimodellamento della cute e del muscolo.

Con la blefaroplastica è anche possibile modificare la forma dello sguardo mediante il sollevamento e/o il riposizionamento dell’angolo laterale dell’occhio (cosiddetta cantoplastica e cantopessi).

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Otoplastica – Orecchie a sventola
Otoplastica – Orecchie a sventola

L’otoplastica è un tipo di procedura di chirurgia estetica molto comune per i bambini e per gli adulti. La maggior parte dei pazienti di otoplastica ha un’età compresa tra i 4 e 14 anni, ma anche un certo numero di adolescenti e di adulti si sottopone a questa procedura. L’otoplastica può correggere dimensione del padiglione auricolare e la sua forma, cioè il difetto comunemente noto come “orecchie a sventola”. Inoltre è possibile correggere altri particolari dei padiglioni e dei lobi, ed eventuali asimmetrie dovute sia a difetti congeniti (la maggior parte dei casi), che a problemi acquisiti in seguito a traumi. Candidato all’ otoplastica

Il primo requisito per sottoporre il paziente a questo (o a qualunque intervento di chirurgia estetica) è che l’inestetismo comporti un disagio psicologico tale da compromettere la qualità della vita. Solo gli inestetismi che disturbano l’ equilibrio psico – sociale del paziente meritano l’attenzione del chirurgo estetico.

 

Il paziente deve avere uno stato di salute buono. Tale circostanza sarà verificata da esami clinici che dovranno attestare la compatibilità del paziente con l’atto chirurgico.

Il paziente candidato all’ otoplastica presenta uno o più dei seguenti fattori:

 

  • orecchie a sventola
  • orecchie asimmetriche
  • orecchie troppo grandi
  • padiglioni dismorfici
  • lobi troppo grandi o lesionati

L’ intervento è consigliabile già in eta pediatrica perché comporta evidenti vantaggi per l’interazione sociale ed i risultati nel lungo periodo non risultano compromessi dall’ operazione precoce.

 

I bambini che soffrono dell’ inestetismo delle orecchie a sventola vengono costantemente derisi dai compagni e amichetti subendo quindi pesanti conseguenze sotto il profilo psicologico. Ciò può determinare danni permanenti alla loro personalità. L’ intervento di otoplastica permette al piccolo paziente di svilupparsi serenamente evitando da subito ogni disagio psicologico.

 

Un ricerca medica sull’ otoplastica pediatrica ha dimostrato inoltre che il successivo sviluppo fisico non disturba la formo dell’ orecchio per cui non ci sono motivi per posticipare l’ intervento. Va chiarito inoltre che non esiste la possibilità che con il tempo le orecchie si “sistemino” spontaneamente.

 

Otoplastica intervento

La tecnica d’ intervento della chirurgia estetica delle orecchie presenta le seguenti fasi:

 

Anestesia

 

La procedura viene eseguita in anestesia locale e sedazione. L’ anestesista di provata esperienza – dopo aver riconvalidato gli esami clinici di routine – procede con la sedazione del paziente e la successiva infiltrazione del farmaco anestetico. Lo specialista in anestesia – presente durante tutto l’intervento chirurgico – procede quindi con il monitoraggio continuo dei parametri vitali fino alla ripresa completa del paziente.

 

Incisione cutanea

 

Il chirurgo estetico procede con l’incisione – come da illustrazione – in maniera tale da poter accedere alla cartilagine auricolare dalla zona posteriore dell’ orecchio.

Piega cartilaginea

 

La cartilagine viene segnata con il bisturi e poi piegata per formare la piega assente o insufficiente. Di norma la piega chiamata antelice va formata per consentire all’ orecchio di ridurre la sua sporgenza.

 

Sutura

 

La nuova piega cartilaginea viene poi suturata con speciali fili di sutura che dovranno garantire una prolungata stabilità statica. Successivamente si procede con la sutura della cute.

 

Bendaggio

 

Infine viene bendata la parte superiore della testa con la finalità di supportare la nuova forma auricolare e di proteggere la zona operata.

 

L ‘ intervento di otoplastica non richiede il ricovero ed il paziente dopo qualche ora potrà tornare a casa.

 

Otoplastica: Tecnica d

Otoplastica: Anestesia locale

La procedura di otoplastica viene eseguita in anestesia locale con sedazione modulata. Questo protocollo d’ anestesia consente al paziente di non sentire dolore, non essere vigile durante l’atto chirurgico e beneficiare di una ripresa post operatoria immediata.

 

L’ anestesia locale, essendo molto meno invasiva dell’ anestesia generale, garantisce livelli di sicurezza elevati per quanto riguarda complicanze specifiche. Ciò nonostante il paziente dovrà sottoporsi ai necessari test clinici prima di procedere con l’ intervento.

 

Alla Euromedical Laser la sicurezza del paziente è prima di tutto e di conseguenza la procedura – anche se nel caso dell’ otoplastica si tratta di un piccolo intervento – avviene con la presenza costante di un anestesista con pluriennale esperienza e dotato di tutti i dispositivi medici per far fronte a qualunque problema operatorio.

 

Otoplastica bambino

La tecnica anestesiologica (locale+sedazione) è adatta anche per i pazienti in età pediatrica.

 

Otoplastica: Post operatorio

Al termine della procedura chirurgica, la testa viene fasciata con un bendaggio elastico che tiene controllato il gonfiore e protegge per i primi giorni la zona dagli urti, favorendo la cicatrizzazione dei padiglioni secondo la forma ottimale.

 

Il chirurgo consiglia una serie di comportamenti da tenere per favorire la guarigione, che in genere comporta disagi minimi e un dolore leggero controllabile con antidolorifici. Quando i pazienti tornano per il controllo dopo alcuni giorni, il bendaggio viene sostituito e alleggerito.

 

Il lavoro può essere ripreso già dopo una settimana, mentre è bene che i bambini si astengano dalla scuola per un paio di settimane o anche più, in modo da evitare colpi accidentali che possono compromettere l’esito estetico dell’otoplastica.

 

 

Otoplastica: Risultato

L’ otoplastica comporta la correzione delle orecchie a sventola e cioè l’ eccessiva sporgenza delle orecchie viene ridotta avvicinando i padiglioni auricolari alla testa. Questo risultato è da ritenersi permanente dopo le prime settimane dall’ intervento durante le quali è possibile che si verifiche la complicanza della riformazione del difetto estetico. Per evitare questo rischio i punti chirurgici che modellano la cartilagine vengono tolti solo dopo 21 giorni.

 

Il risultato dal punto di vista psicologico – principalmente nei bambini – è sorprendente perché così come le orecchie a sventola sono un inestetismo che rende il viso buffo, le orecchie filanti rendono il viso snello e dinamico. I pazienti in età pediatrica esperimentano un elevato miglioramento dell’autostima e della sicurezza personale dopo la correzione dell’inestetismo auricolare.

 

Rischi e complicanze

Le complicanze sono possibili e comuni in tutti gli interventi chirurgici, sebbene l’otoplastica sia uno dei più sicuri. Rare sono le eventualità di ecchimosi o infezione della cartilagine auricolare, comunque risolvibili piuttosto semplicemente. La possibilità non frequente che si formi tessuto ipertrofico sulla cicatrice è comunque una complicanza che non porta gravi danni estetici, poiché l’incisione viene realizzata dietro l’orecchio, quindi in una zona non visibile.

 

La corretta erogazione delle informazioni in sede di visita medica è la base per la formazione del consenso informato e consapevole del paziente. Oltre il 50% dei pazienti operati di otoplastica sono minorenni. Per questi pazienti il consenso informato è delegato ai genitori che dovranno firmare il relativo documento.

 

 

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Botulino (tossina botulinica)
Botulino (tossina botulinica)

Il botulino è il trattamento più efficace per la correzione delle rughe mimiche del viso.  Si tratta dell’iniezione della tossina botulinica in corrispondenza dei muscoli mimici che formano la ruga. La distensione temporanea di tali muscoli comporta la riduzione delle rughe causate dalla ripetersi della sollecitazione meccanica. Le rughe trattabili con successo dal botulino sono le rughe frontali, quelle glabellari e le zampe di gallina.

 

L‘uso del botulino (tossina botulinica è commercializzata in Italia con il nome di Vistabex) è uno strumento fondamentale nel contrasto dell’invecchiamento cutaneo con le tecniche della medicina estetica. Secondo le statistiche pubblicate negli USA, da quando il farmaco e la procedura sono state approvate per le finalità estetiche, la tossina botulinica è diventata il trattamento di medicina estetica più richiesto ed eseguito al mondo, con più di 5 milioni di infiltrazioni all’anno. Per eseguire in maniera corretta la procedura di infiltrazione di botulino è necessario conoscere accuratamente l’anatomia e la mimica del viso in maniera tale da poter correggere gli specifici inestetismi indicabili.

 

Invecchiamento cutaneo

La formazione delle rughe è uno dei primi e principali fattori che evidenziano l’invecchiamento cutaneo. Nel corso degli anni la pelle perde naturalmente e fisiologicamente spessore e volume a causa della riduzione della quantità e qualità delle fibre di collagene, elastica e acido ialuronico. Tale meccanismo di atrofia dermica può essere accelerato da alcuni fattori esogeni quali l’eccessiva esposizione ai raggi solari, il fumo di sigaretta, ecc. Contribuisce alla formazione delle rughe – talvolta in maniera determinante – l’eccessivo stress meccanico dovuto alla dinamica dei muscoli mimici del viso. Nella prima fase della formazione delle rughe, queste sono visibili solo durante il momento della contrazione dei muscoli in studio. Ad esempio la ruga della glabella all’inizio è visibile solo durante la contrazione del muscoli glabellari. In una fase successiva le rughe sono visibile anche in assenza della contrazione muscolare perché le contrazioni negli anni hanno segnato profondamente la struttura cutanea. Queste rughe che una volta erano mimiche, diventano statiche perché sono evidenti anche a riposo.

 

Altri fattori dell’invecchiamento cutaneo sono lassità della pelle, accumuli adiposi e riduzione dei volumi ossei. Questi causano la formazione di  pieghe, solchi e cambiamenti di profilo facciale.

 

Botulino: Rughe d’espressione

La causa primaria della formazione delle rughe è la mimica facciale. I movimenti dei muscoli pellicciai (i muscoli mimici) provocano, ad ogni espressione del viso, una contrazione e un rilassamento della pelle. A lungo andare la pelle resta profondamente segnata in modo indelebile e in parte i muscoli non riescono più a rilassarsi completamente. Il risultato è un viso solcato da evidenti rughe d’espressione e spesso il fatto che le sopracciglia restino in parte aggrottate conferisce un’aria cupa. La tossina botulinica (sul mercato italiano commercializzata come Vistabex, ma più nota come Botox, o semplicemente botulino) è una soluzione sicura, d’effetto e ripetibile nel tempo. Essa agisce proprio sulla causa delle rughe mimiche, riducendo senza danni e in modo selettivo l’attività dei muscoli maggiormente coinvolti.

 

Il paziente adatto a questo intervento ha una o più delle seguenti caratteristiche:

 

rughe glabellari (rughe interciliari)

rughe frontali

sopracciglia abbassate

rughe “zampe di gallina”

Trattamento rughe botulino

Oltre le indicazioni sopra descritte, il botulino è impiegato anche per il trattamento delle seguenti patologie:

 

ieridrosi ascellare, plantare e palmare (eccessiva sudorazione)

blefarospasmo (distonia focale caratterizzata dalla chiusura persistente e involontaria delle palpebre)

strabismo (disturbo oculistico con deviazione degli assi visivi causata da un malfunzionamento dei muscoli oculari estrinseci )

distonia cervicale (chiamato anche torcicollo spasmodico è un disturbo neurologico che interessa i muscoli del collo)

spasticità dell’arto superiore (disordine neuro muscolare che provoca ipertonia di certi muscoli)

profilassi della cefalea cronica (persistente mal di testa)

Il botulino è il più richiesto

Ormai sono molti anni che il botulino risulta essere il trattamento di medicina estetica più popolare del pianeta. Ogni anno sono diversi milioni i pazienti che scelgono di trattare le rughe del viso (e non solo) con le infiltrazioni della tossina botulinica. Quale è il motivo di questo così impressionante successo?

 

Ci sono certamente validi motivi che rendono il botulino il trattamento “best seller” in assoluto:

 

Risultati estetici molto soddisfacenti

Risultati temporanei

Costi non troppo impegnativi

Trattamento indolore e poco invasivo

Molto sicuro e le possibili complicanze sono sempre temporanee e non gravi

 

Botulino: il trattamento

Le infiltrazioni di Botulino (tossina botulinica), il trattamento di ringiovanimento più realizzato negli Stati Uniti, offrono risultati davvero sorprendenti per tutti coloro che presentano segni d’invecchiamento soprattutto all’attività dei muscoli mimici. La riduzione della motilità dei muscoli mimici permette una progressiva distensione cutanea e la scomparsa/drastica riduzione delle rughe d’espressione. Inoltre è possibile associare le infiltrazioni ad un programma di ringiovanimento completo con peeling laser o Filler.

 

Il trattamento solitamente viene realizzato dopo la visita specialistica in quanto non richiede una preparazione specifica. La seduta, della durata media di 20 minuti, è praticata in ambulatorio senza anestesia e consiste nell’iniezione di Botulino tramite un sottilissimo ago all’interno dei muscoli mimici responsabili delle rughe d’espressione. Le verrà chiesto di contrarre i muscoli facciali: corrugare la fronte, aggrottare le sopracciglia o arricciare il naso. In questo modo vengono individuati i muscoli cui la tossina inibirà l’eccessiva motilità. È possibile avvertire una sensazione di bruciore durante l’iniezione. L’applicazione del Botulino comincia ad essere visibile dopo 4-5 giorni, quando cioè comincia il processo di rilassamento del muscolo corrugatore. Dopo un mese si otterrà il massimo effetto con la sospensione della produzione di acetilcolina e di conseguenza l’impulso nervoso diretto ai muscoli mimici sarà sospeso lasciando integra la funzionalità di tutti gli altri.

 

Dopo il trattamento

Dopo il trattamento non ci saranno medicazioni o fasciature né sono previsti tempi di degenza, e sarà possibile riprendere quasi subito le normali attività.

Riceverà comunque tutte le indicazioni relative ai comportamenti da tenere nelle prime ore successive alla seduta .

 

Non ci sono particolari effetti secondari alle iniezioni di Botulino. Alcuni pazienti hanno segnalato episodi transitori di nausea ed emicrania; questi effetti scompariranno in poche ore. Le iniezioni di Botulino sono comunque una soluzione temporanea e assolutamente reversibile, perciò andranno ripetute anche due volte l’anno senza che i muscoli mimici siano danneggiati.

 

botulino dove si può fare

Meccanismo d’azione del botulino

Il botulino è una neurotossina derivata da Clostridium botulinum. L’infiltrazione di minuscolo dosaggio nei muscoli target produce una temporanea interruzione del collegamento elettrico nervoso dei muscoli a causa dell’inibizione del rilascio di acetilcolina (neurotrasmettitore) da parte delle terminazioni nervose nelle giunzioni neuro-muscolari. Ciò riduce la capacità di contrazione muscolare e di conseguenza – per quanto riguarda la questione estetica – la distensione delle rughe mimiche.

 

Botulino: il risultato

Le infiltrazioni di botulino rilassano temporaneamente i muscoli mimici responsabili della formazione delle rughe. La conseguenza è che viene interrotto lo stimolo meccanico alla formazione della ruga e conseguentemente la pelle si distende eliminando il segno cutaneo. Con questo trattamento le rughe di origine mimica (trazione meccanica) vengono eliminate o drasticamente ridotte per un periodo di tempo variabile che va da 3 a 6 mesi. Verso la fine di questo periodo i muscoli mimici riprendono progressivamente la loro motilità e quindi si iniziano a formare nuovamente le rughe. Verso la fine dell’effetto del botulino è possibile ripetere il trattamento senza alcun rischio.

 

Il grado di soddisfazione del risultato normalmente è molto alto ed è proprio questo il motivo per cui il paziente tende a ripetere la seduta 1 o 2 volte all’anno.

 

Risultato naturale? Attenzione al dosaggio

Il trattamento con il botulino deve essere fatto rispettando i dosaggi prescritti. Il dosaggio “americano” che risulta essere molto superiore a quello consigliato in Europa può avere risultati dall’aspetto non naturale. Questo è dovuto alla quasi totale riduzione della mimica faciale  che elimina si le rughe ma rende il viso completamente inespressivo.

 

L’approccio corretto è quello d’impiegare il dosaggio minimo ma sufficiente per ridurre l’eccessiva motilità dei muscoli responsabili di determinate rughe in maniera tale da ottenere risultati sorprendenti ma allo stesso tempo naturali.

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La calvizie femminile è un fenomeno diverso e per certi versi molto più complesso di quella maschile. In primo luogo va sottolineato che una donna con zone della testa diradate in nessuna maniera potrebbe percepire il proprio aspetto positivamente. L’ uomo invece sì! Certamente è un concetto estetico di origine culturale che prevede che nel mondo maschile si possa essere attraente anche senza un capello in testa. Infatti ci sono celebrità che sono assolutamente prive di capelli e fanno della loro calvizie uno segno distintivo. Nel mondo femminile non esiste una unica persona che abbia pochi capelli in testa e che sia ritenuta “gradevole esteticamente”.

La calvizie femminile è diversa da quella maschile anche per il modo con cui si sviluppa. Nell’ uomo l’alopecia androgenetica procede seguendo un tipico schema illustrato dalla Scala di Norwood e Hamilton. Inizia con la stempiatura e continua verso il vertice. La donna invece perde i capelli in maniera diffusa in tutta la testa. Essendo che di solito porta i capelli lunghi più di 5 centimetri, la calvizie laterale è meno visibile. Il problema quindi si concentra nella zona superiore del capo.

Argomenti: Alopecia androgenetica femminile, calvizie femminile, autotrapianto capelli donna

La calvizie femminile: Disagio psicologico più che estetico!

Le donne che soffrono di calvizie o diradamento severo risultano essere duramente colpite dal punto di vista psicologico. Si tratta di una vera e propria menomazione estetica che influenza profondamente non solo lo stato d’animo della paziente ma anche la sicurezza personale e l’autostima.

 

Dal punto di vista farmacologico i prodotti che nei pazienti maschili funzionano almeno come contrasto all’ulteriore perdita, nelle donne risultano meno efficaci o addirittura inutili. La nostra esperienza ha dimostrato che la specifica terapia laser è adatta a fermare la caduta e questa va iniziata precocemente.

 

La moderna chirurgia estetica dei capelli ha sviluppato una tecnica in grado di “restituire” i capelli alle zone calve o diradate senza ricorrere a parrucche, ma semplicemente autotrapiantando capelli. Il trasferimento “strategico” dei capelli aumenta la densità del vertice donando un aspetto naturalmente folto.

 

Trapianto capelli donna e perdita dei capelli

Il trapianto capelli al femminile con la tecnica Micro FUE HD

 

La innovativa ed esclusiva tecnica di trapianto capelli Micro FUE HD quando applicata ad una donna, presenta alcune differenze che sono finalizzate a rendere l’esperienza post operatoria più agevole. Questo tipo di chirurgia vede l’efficacia del risultato dopo alcuni mesi e raggiunge il massimo effetto dopo 9 / 12 mesi. Come abbiamo accennato nel paragrafo precedente, la calvizie femminile è un drama e difficile risulta anche il periodo postoperatorio nel quale la paziente attende la ricrescita dei capelli. Per eseguire il trapianto in un paziente maschio, si procede quasi sempre alla rasatura di tutta la testa, in modo da poter espiantare e impiantare in una unica sessione il massimo delle unità follicolari possibile. Nei giorni successivi il paziente avrà la testa rasata e i capelli nativi incominceranno a crescere. I capelli trapiantati crescono invece dopo 3 mesi. Per un uomo essere rasato di solito non è un problema maggiore. Per una donna potrebbe essere invece un disagio maggiore.

Il trapianto capelli Micro FUE HD al femminile ha le seguenti caratteristiche:

 

La zona donatrice è rasata ma si cerca di limitare al massimo l’area. Normalmente la donna con i capelli mediamente lunghi riesce a nascondere la zona rasata.

L’espianto avviene con il punch da 0.7 mm per prelevare sezioni di unità follicolare e quindi preservare la zona donatrice.

La zona ricevente non è rasata e si procede quindi con l’impianto delle U.F. con tecnica intrafollicolare. S’impiantano i follicoli tra i capelli esistenti senza rasarli. Questa variante tecnica comporta un importante dispendio di energie e di tempo e – purtroppo – anche la riduzione delle unità follicolari impiantate.

Il postoperatorio è molto più camuffato perché già dopo una settimana, la paziente ha un aspetto “non operato” per cui potrà attendere serenamente la ricrescita dei capelli trapiantati.

Trapianto capelli donne: Costo

 

La calvizie femminile – a differenza di quella maschile che procede formando zone totalmente calve o molto diradate – comporta la omogenea perdita dei capelli su tutta la testa. Questo tipo di alopecia, considerando che la maggioranza delle donne ha i capelli di una lunghezza maggiore a 5 centimetri, risulta più evidente solo nella parte superiore del capo. Si viene a formare infatti una sorta di riga superiore allargata che lascia vedere chiaramente il cuoio capelluto.

 

Il trapianto capelli al femminile non interessa tutta la zona diradata ma si focalizza sulla parte superiore della testa. Per creare un effetto esteticamente gradevole  di norma si esegue un trapianto di 2000 unità follicolari (circa 4600 capelli). Il costo di questo intervento varia da 2.000-2.500  euro in funzione del numero di unità follicolari e della specifica difficoltà dell’intervento.

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Chirurgia laparoscopica mininvasiva
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La video-laparo-chirurgia VLC è una tecnica chirurgica che prevede l'esecuzione di un intervento chirurgico addominale senza apertura della parete, ed è una branca della video-chirurgia.

Indicazioni

  • Malattie del fegato
  • Malattie della colecisti e della vie biliari
  • Chirurgia del pancreas
  • Chirurgia delle ghiandole surrenali
  • Chirurgia dell'esofago
  • Chirurgia dello stomaco e del duodeno
  • Chirurgia della milza
  • Chirurgia del tenue
  • Chirurgia dell'appendice e del colon
  • Chirurgia del retto
  • Chirurgia della parete addominale
  • Chirurgia dell'apparato urinario
  • Chirurgia dell'apparato riproduttivo femminile
  • Chirurgia dell'obesità grave (chirurgia bariatrica)
  • Chirurgia d'urgenza
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